Venerd́ 3 Settembre 2010

Padre Pio è santo

«Senza i l riferimento alla Croce non si comprende la sua santità »


1. “Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11, 30).
Le parole di Gesù ai discepoli, che abbiamo appena ascoltato, ci aiutano a comprendere il messaggio più importante di questa solenne celebrazione. Possiamo infatti considerarle, in un certo senso, come una magnifica sintesi dell’intera esistenza di Padre Pio da Pietrelcina, oggi proclamato santo.
L’immagine evangelica del «giogo» evoca le tante prove che l’umile cappuccino di San Giovanni Rotondo si trovò ad affrontare. Oggi contempliamo in lui quanto sia dolce il «giogo» di Cristo e davvero leggero il suo carico quando lo si porta con amore fedele. La vita e la missione di Padre Piotestimoniano che difficoltà e dolori, se accettati per amore, si trasformano in un cammino privilegiato di santità, che apre verso prospettive di un bene più grande, noto soltanto al Signore.
2. “Quanto a me... non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo” (Gal 6, 14).
Non è forse proprio il “vanto della Croce” ciò che maggiormente risplende in Padre Pio? Quanto attuale è la spiritualità della Croce vissuta dall’umile Cappuccino di Pietrelcina! Il nostro tempo ha bisogno di riscoprirne il valore per aprire il cuore alla speranza.
In tutta la sua esistenza, egli ha cercato una sempre maggiore conformità al Crocifisso, avendo ben chiara coscienza di essere stato chiamato a collaborare in modo peculiare all’opera della redenzione. Senza questo costante riferimento alla Croce non si comprende la sua santità.
Nel piano di Dio, la Croce costituisce il vero strumento di salvezza per l’intera umanità e la via esplicitamente proposta dal Signore a quanti vogliono mettersi alla sua sequela (cfr Mc 16, 24). Lo ha ben compreso il Santo Frate del Gargano, il quale, nella festa dell’Assunta del 1914, scriveva: “Per arrivare a raggiungere l’ultimo nostro fine bisogna seguire il divin Capo, il quale non per altra via vuol condurre l’anima eletta se non per quella da lui battuta; per quella, dico, dell’abnegazione e dellaCroce” (Epistolario II, p. 155).
3. “Io sono il Signore che agisce con misericordia” (Ger 9, 23).
Padre Pio è stato generoso dispensatore della misericordia divina, rendendosi a tutti disponibile attraverso l’accoglienza, la direzione spirituale, e specialmente l’amministrazione del sacramento della Penitenza. Il ministero del confessionale, che costituisce uno dei tratti distintivi del suo apostolato, attirava folle innumerevoli di fedeli al Convento di San Giovanni Rotondo. Anche quando quel singolare confessore trattava i pellegrini con apparente durezza, questi, presa coscienza della gravità del peccato e sinceramente pentiti, quasi sempre tornavano indietro per l’abbraccio pacificante del perdono sacramentale.
Possa il suo esempio animare i sacerdoti a compiere con gioia e assiduità questo ministero, tanto importante anche oggi, come ho voluto ribadire nella Lettera ai Sacerdoti in occasione del passato Giovedì Santo.
4. “Sei tu Signore, l’unico mio bene”.
Così abbiamo cantato nel Salmo Responsoriale. Attraverso queste parole il nuovo Santo ci invita a porre Dio al di sopra di tutto, a considerarlo come il solo e sommo nostro bene.
In effetti, la ragione ultima dell’efficacia apostolica di Padre Pio, la radice profonda di tanta fecondità spirituale si trova in quella intima e costante unione con Dio di cui erano eloquenti testimonianze le lunghe ore trascorse in preghiera. Amava ripetere: “Sono un povero frate che prega”, convinto che “la preghiera è la migliore arma che abbiamo, una chiave che apre il Cuore di Dio”. Questa fondamentale caratteristica della sua spiritualità continua nei «Gruppi di Preghiera» da lui fondati, che offrono alla Chiesa e alla società il formidabile contributo di una orazione incessante e fiduciosa. Alla preghiera Padre Pio univa poi un’intensa attività caritativa di cui è straordinaria espressione la “Casa Sollievo della Sofferenza”. Preghiera e carità, ecco una sintesi quanto mai concreta dell’insegnamento di Padre Pio, che quest’oggi viene a tutti riproposto.
5. “Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra perché... queste cose... le hai rivelate ai piccoli” (Mt 11, 25).
Quanto appropriate appaiono queste parole di Gesù, quando le si pensa riferite a te, umile ed amato Padre Pio.
Insegna anche a noi, ti preghiamo, l’umiltà del cuore, per essere annoverati tra i piccoli del Vangelo, ai quali il Padre ha promesso di rivelare i misteri del suo Regno.
Aiutaci a pregare senza mai stancarci, certi che Iddio conosce ciò di cui abbiamo bisogno, prima ancora che lo domandiamo.
Ottienici uno sguardo di fede capace di riconoscere prontamente nei poveri e nei sofferenti il volto stesso di Gesù.
Sostienici nell’ora del combattimento e della prova e, se cadiamo, fa che sperimentiamo la gioia del sacramento del Perdono.
Trasmettici la tua tenera devozione verso Maria, Madre di Gesù e nostra.
Accompagnaci nel pellegrinaggio terreno verso la Patria beata, dove speriamo di giungere anche noi per contemplare in eterno la Gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen!.

IL 23 settembre la prima volta di San Padre Pio

ROMA - E’ il 23 settembre il giorno nel quale la Chiesa celebrerà la festa di san padre Pio da Pietrelcina. L’ha stabilito il Papa, scegliendo tale giorno, che è quello della morte del frate con le stimmate, avvenuta il 23 settembre 1968. Festa solenne, perché il Papa l’ha posta nel grado di “obbligatoria”.
Di solito, il giorno della festa coincide con quello della morte, che dal punto di vista religioso è, come ha detto oggi anche Giovanni Paolo II, quello della “nascita al Cielo”. A volte si scelgono altri momenti particolarmente significativi della vita del santo: nel caso di padre Pio si pensava a quello della comparsa delle stimmate, il 20 settembre (1918). Inusuale è il giorno della nascita, che nel caso di padre Pio sarebbe stato il 25 maggio.
Al nuovo santo, il Papa, che già durante l’omelia aveva recitato una preghiera personalmente composta per il frate, ha affidato “il cammino di santità di tutta la Chiesa, all’inizio del nuovo millennio”.
San Pio da Pietrelcina è il 465esimo santo proclamato da Giovanni Paolo II in quasi 24 anni di pontificato, nelle cerimonie di canonizzazione che raggiungono oggi quota 45.
I santi da lui elevati alla gloria degli altari, che erano 459 ad aprile, sono infatti diventati 464 con le cinque canonizzazioni di maggio ed oggi, con Padre Pio, toccano il numero di 465. Ai 1.288 beati di aprile si aggiungono i tre proclamati nell’ultimo viaggio in Bulgaria, lo scorso 24 maggio, raggiungendo così il numero di 1.291 nelle 133 cerimonie di beatificazione.
Ha proclamato più santi beati Papa Wojtyla durante il suo pontificato di quanto non abbiano fatto i suoi predecessori in tutti i secoli precedenti..
L’emissione è storica e a suo commento è stato pubblicato un bollettino illustrativo, con un articolo di monsignor Riccardo Ruotolo, presidente della “Casa Sollievo della Sofferenza”, in San Giovanni Rotondo.
L’Ufficio Filatelico di Roma e gli Uffici Postali di San Giovanni Rotondo (Foggia) e di Pietrelcina (Benevento) utilizzeranno, il giorno di emissione, il rispettivo annullo speciale realizzato a cura della Divisione Filatelia.
Inoltre metteranno in vendita una cartolina raffigurante particolari contenuti nella vignetta del francobollo celebrativo, al prezzo di 0,52 euro, oltre il valore del francobollo.
La cartolina venduta o potrà essere prenotata anche presso tutti gli Sportelli Filatelici del territorio nazionale.
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Un processo lungo diciannove anni

Sedici anni per farlo beato e 19 per renderlo santo: tanto è durato il processo canonico che ha condotto padre Pio agli onori degli altari universali.
Ad avviare il processo di beatificazione fu il vescovo di Manfredonia nel 1983 con l’istruttoria a livello diocesano, ovvero la raccolta del materiale biografico e delle testimonianze. Tale fase si concluse il 7 dicembre 1990, quando la Congregazione per le Cause dei Santi, esaminata tutta la documentazione, sancì la validità giuridica a procedere.
Il 18 dicembre 1997, Giovanni Paolo II proclamò le virtù eroiche di padre Pio.
Il 21 dicembre 1998 venne promulgato, sempre alla presenza del Papa, il decreto sul miracolo necessario per la beatificazione.
Si trattava della guarigione inspiegabile della signora Consiglia De Martino di Salerno: alla donna, ricoverata nell’ospedale san Leonardo di Salerno il 31 ottobre del ‘95, fu diagnosticata la rottura di un dotto linfatico, all’altezza del torace, con la fuoriuscita di circa due litri di liquidi.
Considerata gravissima, prima di un disperato intervento chirurgico, essa rivolse le preghiere a Padre Pio ed avvertì, come lei stessa ha raccontato, la sensazione di mani che praticavano una cucitura nel suo corpo e subito dopo provò una sensazione di benessere: il 2 novembre era guarita.
Il 2 maggio 1999, a piazza San Pietro, Giovanni Paolo II proclamò beato il frate di Pietrelcina e fissò al 23 settembre la data della sua festa liturgica.
Per raggiungere la tappa successiva, ovvero quella della santità, il postulatore, padre Gerardo De Flumeri, ha presentato alla Congregazione per le cause dei santi un nuovo miracolo, ovvero la guarigione del piccolo Matteo Pio Colella di San Giovanni Rotondo.
Figlio di un medico della “Casa sollievo della sofferenza”, l’ospedale voluto dal frate taumaturgo, il bimbo fu colpito a gennaio del 2000 da una meningite acuta fulminante e dato per spacciato dai medici, visto che erano insufficienti 9 organi vitali e gli apparati cardiovascolare, respiratorio, gastrointestinale e urinario.
Matteo vide un frate accanto al suo letto e fu improvvisamente guarito.
Il 23 ottobre del 2000 la documentazione del miracolo è stata consegnata in Vaticano e, il 20 dicembre 2001, Giovanni Paolo II ha promulgato il decreto sul miracolo.
Il 26 febbraio 2002 è stato pubblicato il decreto sulla canonizzazione.
Il 16 giugno 2002 Giovanni Paolo II ufficializza la Santità con con il rito della canonizzazione. .

Redazione Corriere
 





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