Giovedì 9 Settembre 2010

Scuola: Esami di Stato. Si comincia dal compito d'Italiano
Sono 3024 gli studenti irpini che oggi affronteranno la prima prova degli esami di stato.
Unica novità di quest’anno la composizione delle commissioni, formate tutte da membri interni con l’unica eccezione del presidente. Nella scorsa settimana presso l’istituto d’arte di Avellino, i due dirigenti tecnici addetti alla vigilanza degli esami di stato in Irpinia, Antonietta Tartaglia e Vittorio Coppola hanno tenuto un seminario proprio per illustrare ai 55 presidenti impegnati negli istituti della provincia i cambiamenti introdotti nell’esame di stato 2002.
Duecentosei le commissioni che si sono riunite nei giorni scorsi, tutto regolare tranne al liceo scientifico di Lauro dove è stato necessario sostituire il presidente. Ad impegnare gli studenti irpini sarà oggi la prova di italiano, i ragazzi potranno scegliere come ogni anno tra analisi del testo, traccia di attualità, articolo o saggio breve, tema di carattere storico più le tracce legate all’indirizzo di studi.
Da sottolineare l’estrema severità imposta dal Ministero della Pubblica Istruzione ai commissari per evitare, come accaduto lo scorso anno, che le soluzioni alle tracce, a poche ore dalla dettatura, fossero già in circolazione su Internet.
Chi sarà trovato in possesso di telefonini o a navigare su Internet, sarà escluso dagli esami.
Di qui la necessità di chiudere a chiave anche le aule informatiche della scuola stessa per impedire l’accesso a qualsiasi computer. Le prove scritte proseguiranno domani e il 24 giugno mentre le prove orali cominceranno cinque giorni dopo. .

Tanti gli studenti impegnati nelle tre prove. Il viatico del provveditore Javerone

I numeri degli esami in Irpinia:
COMMISSIONI 206
PRESIDENTI 55
CANDIDATI 3024

Per 3024 studenti irpini domani è il giorno della gran prova. Sul sito internet più visitato del momento, www.studenti.it è iniziato il countdown, che tiene conto anche di minuti e secondi.
Ieri, nei vari istituti superiori di Avellino e provincia, le 206 commissioni si sono riunite con i loro 55 presidenti per avviare la macchina organizzativa. Tutto regolare tranne al liceo scientifico di Lauro - che continua a vivere momenti difficili - dove il presidente previsto, la dirigente Dora Garofalo del “Vanvitelli” di Lioni, è stata sostituita dalla professoressa Gelsomina Napolitano, titolare del liceo scientifico “De Caprariis” di Atripalda”.
L’attenzione degli studenti, però, è tutta verso le misteriose buste - o plichi, contenenti le trecce - che, arrivate regolarmente dal ministero, sono state depositate alla Direzione regionale di Napoli per poi essere distribuite nelle varie scuole delle province campane.
Stamane alle 12, nella sede del Csa - l’ex provveditorato - si terrà una riunioni dei 55 presidenti con il provveditore Gennaro Javerone e i due dirigenti tecnici addetti alla vigilanza degli esami di Stato 2002 per l’Irpinia, Antonietta Tartaglia e Vittorio Coppola.
Gli stessi la settimana scorsa - presso l’Istituto d’arte di Avellino - per tutti i presidenti delle commissioni irpine hanno tenuto un seminario sulle novità dell’esame 2002.
Le date delle tre prove scritte sono 19, 20 e 24 giugno. Cinque giorni dopo l’inizio delle prove orali.
E come ogni anno a dare il viatico agli oltre tremila studenti irpini è il provveditore agli Studi Gennaro Javerone: «Gli studenti di oggi sono così maturi che quasi non avrebbero bisogno di incoraggiamento. Quest’anno poi, l’unica sostanziale novità consiste nella composizione delle commissioni che sono formate da tutti membri interni. Esterno solo il presidente. Una modifica introdotta dalla finanziaria che, a mio parere, avvantaggia ulteriormente gli studenti. Non c’è l’incertezza sull’interlocutore che è ben conosciuto dagli allievi in quanto si tratta del docente che per anni ha accompagnato il loro percorso formativo ed educativo. Questo creerà maggiore coerenza nel giudizio che, presumibilmente, rispecchierà l’iter scolastico dell’allievo. Il mio augurio è che presto si possa arrivare al diploma attraverso un semplice scrutinio poiché, se è vero che l’esame di Stato ha perso il suo carattere di selettività è bene, forse, che i ragazzi vengano giudicati dal loro curriculum e non da una prova finale che, necessarimente, subisce le alterazioni dovute allo stress da prestazione. L’esame di quest’anno, del resto, rappresenta una tappa di avvicinamento importante al diploma con semplice scrutini che, in fondo, è quello che auguro ai nostri studenti. Ma, come leggevo oggi sul “Corriere della sera” (ieri ndr) il vero problema degli studenti italiani è il gap con i colleghi europei. Ma questo non lo si supera con le modalità dell’esame: è una partita che si gioca negli anni precedenti, con lo studio durante biennio e triennio. Infine, naturalmente, il mio in bocca al lupo a tutti gli studenti irpini e l’augurio di un buon lavoro a commissari e presidenti». .

Elogio della copia. Vecchie e nuove strategie per aggirare le difficoltà
IOrdinarie strategie d’esame: si copia, si passa, ci si attrezza di zaini a doppio fondo, cartuccere, merendine con microcip e quant’altro. Il sondaggio sull’onestà intellettuale degli studenti lo ha condotto il sito cult di questi giorno che è sempre www.studenti.it
Alla domanda “maturità: copiare o no?” solo il 6,6% degli intervistati ha risposto che non barerà, mentre la stragrande maggioranza, per l’esattezza il 93,4%, ha detto che tenterà di copiare.
Vari i metodi indicati: i più gettonati e tradizionali sono i compagni di classe e i professori (qualora siano compiacenti), cartuccere, fogliettini, panini “imbottiti”, fogli, ma anche una precisa bibliografia di riferimento lasciata nel bagno. Il 54.5% degli studenti è per questa strategia tradizionale. Percentuale alta che comprende anche i pentiti del telefonino che si sono lasciati atterrire dal divieto ministeriale di portare in classe il cellulare.
Ma un nugolo di temerari, il 24,7%, dichiara impavidamente che cercherà di aggirare il divieto portando l’arma segreta nascosta da qualche parte anche se non ha particolari accordi con qualcuno all’esterno. Solo il 14%, invece, ha già programmato di farsi passare le soluzioni via sms da fratelli, genitori, amici che stanno a casa.
Il sito, poi, fornisce anche indicazioni sulle differenti modalità per copiare in base alle diverse prove: quella di domani è quella dove è oggettivamente difficile farsi aiutare da un sms, mentre questo metodo sembra essere perfetto per la seconda prova dove una soluzione può benissimo stare nelle 160 battute di un “messaggino”, la terza prova invece sarà diversa da scuola a scuola e quindi richiederà più delle altre un certo grado di collaborazione tra i vari candidati.

Cobas: esame doppione degli scrutini
I Cobas hanno stilato un documento per una mobilitazione per esami di Stato, al fine di promuovere un referendum abrogativo della legge di parità tra scuola pubblica e privata, e sulla stessa condizione dei precari.
«Con le riunioni delle commissioni, inizieranno il 17 giugno gli esami di Stato “Moratti style”, caratterizzati da un ulteriore (rispetto ai quiz/test berlingueriani) immiserimento culturale e formativo, funzionale ad un generale impoverimento dei livelli didattici della scuola pubblica, con l’obiettivo di far vincere la scuola-azienda che vende l’istruzione come una merce»: l’attacco è frontale e deciso. Il documento continua criticando aspramente le modalità degli esami di Stato: «I Cobas pur non avendo risparmiato critiche al vecchio esame scorgono in questo la palese volontà di togliere ogni significato all’esame stesso (un/una docente che, pochi giorni prima, ha “scrutinato” uno studente con un certo voto/giudizio, finirà quasi sempre per riconfermarlo, facendo apparire un inutile doppione l’intera procedura), frammentandolo a livello locale (non più un vero esame nazionale ma un “esame di scuola”) per disgregarlo fino all’annullamento formale. L’intento finale è quello di poter procedere all’eliminazione del valore legale del titolo di studio, come richiesto ripetutamente, da tutti coloro che non vogliono riconoscere livelli di retribuzione adeguata ai lavoratori in possesso dei titoli stessi nonché da chi vuole che l’istruzione sia una merce vendibile da chiunque, senza ostacoli di riconoscimento legale della qualità dell’istruzione stessa. Intanto, nell’immediato, sono le scuole private, grazie alla legge di parità, ad incassare il bel risultato di essere oramai totalmente prive di controllo pubblico in merito a quanto insegnano: d’ora in poi i diplomifici potranno attirare “clienti” con la promessa che non ci sarà più alcun ostacolo alla promozione garantita».
Motivo del contendere anche la retribuzione sempre più mortificata rispetto a quella dei colleghi europei: «Dopo che, per suprema beffa, Moratti aveva offerto ai docenti una “mancetta” intorno a 150, rimandando a non si sa quale anno una eventuale seconda “tranche” di pagamento, ora il Ministero manda segnali contraddittori sul fatto che “i soldi potrebbero esserci” tutti e subito: ma anche se così fosse, non si attenuerebbe la nostra ostilità a questo ulteriore e grave passaggio sulla strada della dequalificazione dell’istruzione pubblica».
La mobilitazione
L’invito è alla mobilitazione e alla protesta, che non potrà essere lo sciopero, in base alla “famigerata” legge 146 che impedisce (sanzionando assai pesantemente) gli scioperi durante gli esami. Queste le proposte:
1) Ieri nel pomeriggio manifestazioni regionali e provinciali davanti agli ex-provveditorati, alle direzioni scolastiche regionali e al Ministero;
2) Domani manifestazioni davanti ad alcune scuole in tutte le città, prima degli esami;
3) Messa agli atti delle commissioni, da parte dei docenti che effettuano gli esami, di un documento di contestazione agli esami “Moratti style”;
4) Rifiuto di accettare il ruolo di vice-presidenti delle commissioni.
Il referendum
Sotto accusa anche il centrosinistra che ha varato la legge di parità, definita la “madre di tutte le privatizzazioni” nella scuola, ben sfruttata dal governo Berlusconi. Contro di essa è in atto una raccolta di 500 mila firme necessarie per un referendum abrogativo, previsto per la primavera del 2003. Per i Cobas la legge inficia il concetto stesso di istruzione libera e democratica: «La scuola pubblica non deve fare distinzioni o discriminazioni di ceto sociale, possibilità economiche, collocazione geografica, orientamento culturale o religioso, etnia o fede; la scuola privata, strutturalmente, tende alla separazione e alla affermazione di identità differenziate, ostacolando il pluralismo e la solidarietà. Aver unito queste due realtà antitetiche, significa aver minato il principale luogo pubblico dove è possibile lavorare per l’eguaglianza, la accettazione reciproca, e almeno l’attenuazione, se non la cancellazione, dei gravami dovuti alle differenze sociali e culturali esterne».
Le risorse
La scuola privata danneggia la pubblica anche nella distribuzione delle risorse già scarse.
Il documento lo dimostra con le cifre. E c’è uno scippo anche di iscritti: «La scuola pubblica perde precipitosamente iscritti (dal 1998 al 2001 sono diminuiti di circa 200.000 unità, pari a circa il 35%). Se nel 1997 alle scuole private, più che altro alle materne, andavano 235 miliardi, nel 2001 la cifra è salita a 922 miliardi, a cui stanno per aggiungersene nel 2002 altri 260 promessi dal governo (toccando i 1200 complessivi, circa 620 milioni di euro).
Sono oramai cinque le Regioni che hanno istituito i Buoni scuola con i quali si pagano le rette che le famiglie più abbienti versano alle scuole private.

Le Sibille di internet: globalizzazione e Montale. Intanto circola una e-mail inquietante: “Abbiamo le tracce...”
Il toto tracce vola su internet: globalizzazione, eutanasia, valori della Patria, pedofilia, terrorismo, le più gettonate per l’attualità e per la letteratura Montale, Pirandello, Leopardi, Svevo. In una chat tematica è arrivata una e-mail inquietante dal titolo “Abbiamo le tracce”. I soliti burloni? Si vedrà. Intanto a scanso di equivoci le segnaliamo. Le Sibille di internet prevedono:
1-analisi testuale:”Paura seconda” di Vittorio Sereni.
2-tema letterario:”La Storia” di Elsa Morante.
3-tema storico: L’apertura del terzo fronte estone durante la seconda guerra mondiale e le conseguenze della politica stalinista sul Baltico e i successivi rapporti “freddi”.
4-tema d’attualità: La politica di Arafat può essere paragonata alla politica mussoliniana del biennio 1926-1928. Spiega ed evidenzia i punti di contatto tra le due politiche estere,sottolineandone anche gli aspetti di estrema e complessa diversità ed eterogeneità.
5-Articolo/saggio breve: Partendo dai presupposti della filosofia aristotelica spiega secondo quali vicessitudini si è evoluta la nuova teoria scientifica post copernicana del nostro secolo riferendoti soprattutto al crollo delle ideologie classiche e positivistiche apportate da Einstein a inizio secolo.
6-tema d’ordine generale: “La pubblicità e la massa. Rapporti socio-culturali tra mondi eterogenei e la conseguente esclusione del diverso. Esponiti in merito”.
Tra i generici, per così dire, in lizza ci sono anche: la clonazione, l’Olocausto, la manipolazione genetica, la condizione della donna nella storia, l’informatica e Internet, uno sguardo al Medioriente etc. etc.

Telefonate in Australia: li plichi arrivano prima nelle scuole italiane all’estero
È leggenda metropolitana che nelle scuole situate in Australia per motivi di fuso orario le tracce verranno date prima e che quindi sarà possibile andare all’esame avendo avuto qualche ora per prepararsi.
Questa è una delle più funamboliche ipotesi che circolano in queste ore. Ci sarà qualcosa di vero? Chiamate, se ce li avete, i vostri parenti a Sidney.

Telefonini e palmari sequestrati, i trasgressori esclusi dalle prove
Il divieto è arrivato con una circolare: divieto assoluto a cellulari e a Internet durante le prove della maturità 2002.Il ministero della Pubblica Istruzione avverte che chi verrà “beccato” col telefonino in aula o a navigare su qualche computer a scuola mentre si svolgono le prove scritte dell’esame sarà immediatamente escluso da tutte le prove.
La circolare stabilisce che presidenti e commissari avvertano gli studenti del divieto assoluto di introdurre all’interno dell’istituto scolastico telefoni di tutti i generi (e anche palmari) e che loro stessi controllino che il divieto venga rispettato.
Di conseguenza dovranno essere chiuse a chiave le aule informatiche in modo che nessun studente possa raggiungere un computer e collegarsi a Internet durante le prove.
La severità morattiana è la risposta agli inconvenienti dello scorso anno, quando, dopo due ore dalla dettatura delle tracce le soluzioni viaggiavano già liberamente su internet e qualcuno ne approfittò. .

Un “cornetto” regalato e un peluche, ma anche Spiderman e Padre Pio
Contro l’inopinabile delle tracce l’inopinabile della superstizione. È l’amuleto l’oggetto cult dei maturandi 2002. Il vecchio cornetto - magari d’argento e rigorosamente regalato da fidanzati e parenti - è accompagnato dal mini peluche portatile, di soggetto animale, per lo più, ma anche alieno fa il suo effetto. Consigliabile anche uno spiderman ultimo grido, visto che il protagonista del film hollywoodiano è un genio in tutte le materie. Ottimo anche un Padre Pio, fresco fresco di santificazione.
Redazione Corriere
 





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