Il caso amianto in Commissione inchiesta, Fabbri non dimentica l’Isochimica

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“L’amianto è una sfida ancora aperta come confermano i dati scientifici che ci portano a prevedere per il 2020 il picco massimo di malattie ad esso correlate. La bonifica totale del nostro Paese rappresenta una assoluta priorità. Quante Isochimica di Avellino abbiamo in Italia?”.

Lo ha affermato nella sua relazione Camilla Fabbri, presidente della Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro di Palazzo Madama, che oggi in Senato ha promosso l’Assemblea nazionale sull’amianto.

“Il Testo unico – ha affermato Fabbri – che come Commissione proponiamo con l’obiettivo di presentarlo entro giugno, si rende indispensabile nel quadro intricato di norme (sono infatti 400 tra regionali e statali e, spesso in contraddizione) con finalità ricognitiva ma anche costitutiva, cioè il nostro obiettivo é quello anche di revisionarle, qualora fosse opportuno, e di inserire nuove proposte. Resta forte – ha concluso la senatrice dem – la volontà di continuare il mio impegno per poter vedere approvato il ddl sulle spese legali alle vittime e ai familiari dal vittime e il ddl per la riconversione aree industriali dismesse”.

Ai lavori dell’Assemblea Nazionale sull’Amianto ha voluto prendere parte anche il premier Matteo Renzi che – complice gli impegni governativi in Francia – non era fisicamente presente a Roma ma ha voluto lasciare un messaggio alla platea definendo quella dell’amianto in Italia “… una ferita da chiudere una volta per tutte”.

Che la situazione in fatto di leggi sia “drammatica” lo ha ammesso anche il Guardasigilli Andrea Orlando intervenendo all’Assemblea: “Oggi, come ministro della Giustizia, mi si pone l’esigenza di fare giustizia, in merito a fatti di gravità conclamata. Riforme, giustizia, sviluppo: una sfida ancora aperta. L’obiettivo è quello di dare coerenza all’attuale assetto legislativo, di arrivare ad un testo unico, senza di esso è difficile dare una risposta alla giustizia”, ha detto Orlando, che ricordando il processo Eternit bis ha assicurato: “C’è la determinazione dello Stato ad andare fino in fondo senza concludere la vicenda, come successo anni fa, in maniera sbrigativa”.

Uno spiraglio, insomma, per evitare di vedere le vittime dell’amianto e i loro famigliari subire un’altra sconfitta com’è accaduto con il primo processo celebrato a Torino.

Parole che arrivano dirette nei luoghi segnati dall’asbesto, come Avellino dove l’emergenza è affiancata dalla battaglia giudiziaria in corso al processo Isochimica.

Un richiamo alla necessità di mettere ordine e in fretta nelle giungla normativa è stato fatto anche dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, per il quale “… la frammentazione normativa è il tentativo di non affrontare questo tema”.