La povertà e le pensioni d’oro

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L’Istat certifica che la povertà cresce in Italia, e aumenta vertiginosamente al Sud, secondo gli ultimi rilevamenti dello Svimez. Un fenomeno che contagia anche l’Irpinia stando ai recenti dati forniti dalla Caritas, sempre di più impegnata in assistenza non solo per stranieri ma soprattutto per irpini. I tiepidi, ma pur ottimistici segnali di ripresa dell’economia, non fanno diminuire la povertà che la crisi ha ingigantito in numeri ma anche in dimensione esistenziale. La povertà fino agli anni 2000 era quasi del tutto assente nella cultura occidentale, permeata dal miracolo economico e dalla civiltà del benessere che allontanava ogni forma di pauperismo, relegando quest’ultimo a un’essenziale marginalità. Il fenomeno invece, assume caratteri apocalittici in aree del continente assillate dalla fame, verso le quali l’ opulento occidente ha sempre mostrato poca attenzione, concedendo solo l’obolo della carità con interventi minimi affidati all’ associazionismo, al volontariato e all’impegno della Chiesa. Quest’ultima con Papa Bergoglio ha posto al centro della sua missione apostolica proprio la povertà, caratterizzando il papato per un interesse sempre più evidente e crescente verso le periferie del mondo, dominate dall’indigenza e dalla fame. Una riscoperta degli ultimi che fino a qualche tempo fa la Chiesa ricordava solo nei passi del vangelo e che ora sono testimoniati e vissuti da Bergoglio che ha scelto di chiamarsi Francesco come richiamo al Santo poverello d’Assisi. Una Chiesa che torna alle origini, preferendo gli ultimi, come vuole il vangelo alla cui fedeltà il clero secolare si è spesso discostato perché distratto da forme di potere temporale. Una Chiesa, quella di Papa Francesco che ,però, non piace a molti. Esempio dell’insofferenza verso la rivoluzionaria missione del Papa sono le recenti dichiarazioni del senatore Vincenzo D’Anna politico della seconda repubblica, figlio del Porcellum, l’illuminato sistema elettorale che ha creato una brillante classe dirigente!. Il senatore, infatti, vanta un curriculum di tutto rispetto per coerenza e frequentazioni… Da ex Forza Italia e cosentiniano è approdato nel gruppo di Verdini, stampella del Governo Renzi. Inoltre la sua azione parlamentare è caratterizzata da un profondo bon ton, tanto da beccarsi cinque giorni di espulsione per un gestaccio sessista diretto alla pentastellata Barbara Levi, comportamento più da caserma che da Senato della Repubblica. Questo sant’uomo recentemente ha inveito contro il Papa che ama solo i poveri ai quali ha riservato il Paradiso. Maquesto luogo agli indigenti più che il Papa lo assegna il vangelo che testualmente recita “E’ più semplice che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco vada in Paradiso”, posto per il quale è meglio che D’Anna si metta l’anima in pace!. Per il momento l’anima in pace l’hanno solo i poveri, malgrado Boeri, il Presidente dell’Inps abbia avanzato la proposta di dare loro 500 euro mensili, recuperando la cifra dalle pensioni d’oro. La proposta non ha fatto fare salti di gioia a Renzi. Togliere ai ricchi per donare ai poveri è un’antica aspirazione, anche se nella storia di Robin Hood ce ne sono stati pochi a differenza di molti che, a parole, hanno sconfitto la povertà. Quella delle pensioni d’oro è un tabù che nessun governo ha voluto sfatare, come nessun governo riesce a sfatare il problema del Sud sempre più abbandonato al degrado e alla povertà. Anche per il Sud solo parole, parole, parole.