Le radici della sacralità

0
149

 

Già nel corso del 2013, contro la maternità surrogata, si levarono voci autorevoli del femminismo europeo, prima delle recentissime scelte di Strasburgo sulla complessa materia. Come laici cristiani, affrancati dagli orpelli confessionali che spesso opacizzano l’adamantino umanesimo cristiano, non possiamo, non rilevare che l’Europa riscopre le sue migliori radici sulla sacralità della persona umana – e quindi anche della donna – quando non rimane irretita dalle rigide maglie di una insopportabile logica finanziaria. A firmare il manifesto "Stop surrogacy" nel maggio scorso fu la francese Sylvian Agacinski, fondatrice del Collegio internazionale di filosofia con Jacques Demida, per lunghi anni docente alla Scuola degli alti studi in scienze sociali. Benché allergica ai rigidi steccati ideologici, da anni spende il suo impegno civile contro l’aberrante scelta della maternità surrogata, dell’utero in affitto. Ha scritto il saggio "Corps en miettes" (Corpi sbriciolati), moglie dell’ex premier socialista francese Lionel Jospen, ha promosso significative petizioni francesi ed internazionali a sostegno della dignità civile ed umana della donna. Numerosi osservatori internazionali, in Francia e in numerosi paesi europei, hanno sempre sottolineato che fare della maternità un servizio remunerato è un evidente modo per comprare il turismo procreativo, consentito solo a famiglie danarose senza figli, è stato diffusamente considerato un fenomeno socialmente e giuridicamente retrogrado. Come sovente avviene all’interno del confuso dibattito politico e culturale italiano, la questione dell’utero in affitto, si è sovraccaricata di ipocrite verniciature altruistiche, dimenticando la drammaticità che tutta l’operazione comporta (basti pensare l’orribile e immediata consegna, dopo il parto, del bambino nato, frutto di un’ operazione barbara, consentita solo ai possessori di cospicue disponibilità finanziarie). Nemmeno a livello zoologico degli animali allevati avviene un’operazione così meccanica e inumana. Il tentativo di conferire legittimità legislativa a tale pratica, avrebbe consentito via libera ai professionisti dell’indegno mercato, avvocati, medici, intermediari vari. Precedentemente all’attuale condanna del Parlamento europeo, la Corte Eurpea dei diritti umani ha tentato di forzare la Francia a trascrivere lo stato civile accertato all’estero in nome di un presunto interesse del bambino, ma forte è stata l’opposizione, soprattutto da autorevoli personalità della sinistra intellettuale francese, come Sylvian Agacinski, per impedire legislazioni nazionali favorevoli a presunte tutele dei minori. In Italia è stata chiara la posizione contro la legalizzazione della maternità surrogata da parte di gruppi di opinione come "Se non ora quando – Libere" con la firma della filosofa Luisa Muraglia e personaggi noti come Livia Turco, Simona Izzo, Stefania Sandrelli. In sede di Parlamento europeo è stato il popolare slovacco Mirosolav Mikolasik a presentare un emendamento al Rapporto annuale 2014 che recita: "il Parlamento europeo condanna la pratica della surrogazione, che compromette la dignità umana della donna dal momento che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usate come una merce "In questo periodo di Avvento e di Giubileo della Misericordia non necessariamente come cristiani, ma come persone umane e civili, non possiamo non sottolineare la fine miserevole che hanno fatto – rispetto all’andamento dei lavori parlamentari europei sulla materia di cui abbiamo parlato – i tanti nostri rappresentanti europei che durante le loro campagne elettorali hanno sbandierato i principi basilari del rispetto della persona: probabilmente sono altri gli interessi personali da difendere.