Il ritorno di Bassolino

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La vera notizia, in una regione politicamente sonnacchiosa e monocorde come la Campania, è il ritorno in politica di Antonio Bassolino, autocandidatosi alle primarie del PD per correre, una terza volta, alla carica di Sindaco di Napoli. Da alcuni anni era fuori da ogni incarico e la sua carriera politica sembrava finita. Oggi vuole rimettersi in discussione e parlare a quella parte dell’elettorato che si è staccata dal PD ed è scettica. In politica i ritorni non sono di moda anche se da noi, al sud, sono possibili come dimostrano Bianco a Catania e Orlando a Palermo. Bassolino ha rappresentato da protagonista, con Cacciari a Venezia, Illy a Trieste, Castellani a Torino, Rutelli a Roma, nonché De Luca a Salerno e Di Nunno ad Avellino, la stagione dei Sindaci che sancì il superamento dei partiti tradizionali con la loro elezione diretta sul territorio. Secondo una felice definizione di Diamanti i Sindaci, allora, erano attori di Governo e delle istituzioni perché non venivano imposti dai leader, oggi sono diventati esattori del Governo. Bassolino è stato un grande sindaco ed ha connotato un’era che alcuni hanno qualificato, enfaticamente, come il Rinascimento napoletano. La sua decadenza è cominciata nel 2001 con la elezione di Rosa Russo Iervolino, che pur è stata una sua vittoria personale, perché iniziò nuovamente la politica di coalizione che bloccò il cambiamento. Dopo, con la elezione a Governatore della Regione, cominciò il suo declino, lento ed irreversibile, soccombendo a De Mita ed a Mastella che gli imposero la lottizzazione e fecero prevalere lo spirito di coalizione al suo modello presidenzialista. Così finì per regnare ma non per governare. Da Sindaco, invece, ebbe libera avendo asservito a sé anche il partito e si spese nel tentativo di creare, con il centrosinistra, un rapporto nuovo e diretto con la città alimentando il senso di appartenenza dei cittadini alla loro comunità, e creando a Napoli il primo partito personale dopo la destrutturazione dei partiti tradizionali conseguente alla stagione di Mani pulite. Ma Napoli è una città travagliata e complessa, cronicamente senza lavoro, con quartieri emarginati e sopraffollati e con una micro criminalità diffusa. Non riuscì, pur avendo aperto un circolo virtuoso, nell’impresa storica di portare quel profondo cambiamento anche socio culturale che, dopo la sia esperienza ben presto si chiuse Fu detto Principe illuminato, sindaco rosso, monarca assoluto. Fu l’uomo del “passo dopo passo” e – da Sindaco – ebbe indubbi successi come il G/7 del 1994 ed il forum sulla Pubblica Amministrazione del 2001. I suoi fallimenti sono stati Bagnoli, che a distanza di tanti anni aspetta ancora una sistemazione definitiva e i rifiuti. Secondo Roberto Saviane è stato l’uomo delle clientele. Per lo storico Aurelio Musi (La stagione dei Sindaci – Guida 2004) la sua esperienza fu un’occasione mancata perché non riuscì a creare un nuovo blocco storico tra il mondo delle imprese, quello della cultura e quello della politica dopo la destrutturazione del vecchio sistema politico perché non si ricompose il quadro anche perché mancarono i sistemi della formazione di una nuova classe dirigente e la selezione di una leadership. Ora, forte della sua esperienza e della sua indubbia conoscenza dei problemi della città, vuole ritentare l’esperimento ma il partito gli è contro e gli contrappone la giovane Valeria Valente che è nata bassoliniana e si e formata con la Iervolino. Riuscirà a prevalere e ad andare a ballottaggio probabilmente con il sindaco in carica De Magistris che non ha effettuato il tanto decantato cambiamento pur avendo cambiato ben dieci assessori su dodici e tolto, almeno dalle strade ed a caro prezzo, la spazzatura e attirato qualche turista in più? Bassolino si ripeterà? La storia ci dice di no ed i dubbi sono molti: Il PD locale, in gran parte, gli è contro e Renzi, pur essendo lui un renziano della prima ora, non lo ama. Se dovesse vincere, dovrà vedersela da solo. Staremo a vedere: la politica è bella perché può riservare qualche sorpresa!
edito dal Quotidiano del Sud