Corruzione, Cantone rilancia da Avellino: “Non bastano le manette, va rinnovata la burocrazia”. Il monito anche alla politica

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"Non bastano le manette per combattere la corruzione. Anche il sistema burocratico va rinnovato. Una maggiore qualità della dirigenza pubblica, con garanzia assoluta di trasparenza nelle attività della pubblica amministrazione, resta la base dell’attività anticorruzione".

Il Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, rilancia dal palco di Avellino i suoi temi più cari.
Lo fa in occasione del convegno “Corruzione: io la riconosco e la combatto”, tenutosi questa mattina nell’Auditorium BPER Banca presso la Collina Liguorini. Si tratta della fase finale di un progetto ampio ed articolato, nato per iniziativa dei Giovani Imprenditori di Avellino, in collaborazione con l’Istituto Tecnico “Guido Dorso” e con l’Associazione Libera, d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, per sensibilizzare i giovani sul problema della corruzione, affrontando i vari aspetti e le diverse forme di questo fenomeno.

L’appello di Cantone è rivolto proprio alle nuove generazioni: "E’ importante far capire ai ragazzi che il tema del contrasto alla corruzione non è materia che riguarda solo adulti, imprenditori o politici, ma è questione che impatta con il loro futuro. E’ evidente che un sistema fatto di corruzione finisce per danneggiare soprattutto i più giovani".

Il garante nazionale torna anche sul tema della prescrizione dei reati, dicendosi conrario all’eliminazione assoluta dell’istituto di garanzia che "deve restare uno strumento a disposizione dei cittadini, lievemente riadeguata per consentire che si facciano i processi ma in tempi ragionevoli. D’altronde i processi troppo lunghi, finiscono per essere a vantaggio dei colpevoli che nel 90% dei casi continuano a lavorare in attesa di sentenza definitiva".

E sulle minacce rivolte a Salvatore Colangelo, il Presidente Cantone ritiene che il procuratore capo di Napoli abbia la struttura per potere tener testa a queste minacce e difendersi, invitandolo a proseguire con il lavoro straordinario che sta svolgendo.

L’ultima considerazione di Cantone riguarda più strettamente il contesto irpino "giudicato certamente un territorio con un tasso di criminalità minore rispetto a quello di Napoli ma, al contempo, è sbagliato pensare che si presenta totalmente avulso da fenomeni criminali. Un contesto sociale con minori problemi e casi di infiltrazione camorristica, non significa che non ne abbia proprio. Fa bene il Procuratore Rosario Cantelmo ad essere attento".
Per quanto riguarda l’Isochimica fa sapere che se esitino le condizioni per mettere in atto strumenti già messi in campo per altre amministrazioni per reprimere eventuali casi di corruzione, l’Autorità nazionale non si tirerà certo indietro.

"Resta indispensabile- conclude- continuare a lavorare sulla strada di sempre, mettendo in campo una serie attività di repressione per i reati e di prevenzione agli stessi con scelte precise da parte della politica".