Ambrosone a tutto campo: non è questo il Pd che avevamo immaginato

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La nota del consigliere comunale di maggioranza Enza Ambrosone:
"A due anni dalla nascita di Irpinia di Base, una riflessione si impone.
Lo definimmo un tentativo , dall’esito non scontato, di vivere la politica come scelta, come partecipazione, come ancoraggio fermo alla comunità.
Ritenemmo che, in un tempo in cui sarebbe stato più semplice assistere per scegliere il momento migliore in cui posizionarsi, era giusto partecipare attivamente, consapevolmente e responsabilmente.
Il nostro orizzonte dichiarato, sin da subito, è stato il Partito Democratico. Un Partito che per noi doveva essere parte , rappresentativo di una base sociale chiaramente individuata dalla storia che la cultura riformista e cattolico democratica aveva portato in dote. Un Partito in grado di muoversi e dialogare nel perimetro politico culturale del centro sinistra.
E’ stato questo un tempo nel quale, mantenendo fede all’impegno, abbiamo sempre dato conto pubblicamente del nostro agire. Abbiamo, per quanto possibile, dato conseguenza logica alle nostre azioni, anche quando ragioni di convenienza avrebbero suggerito un approccio diverso, il riferimento al consiglio comunale è pleonastico.
Oggi che questo percorso si è compiuto, non possiamo non ribadire con forza che non è questo il Partito Democratico che avevamo in testa, perché, parafrasando Kundera, potremmo dire che questo PD non è nemmeno uno schizzo, perché uno schizzo è sempre l’abbozzo di qualcosa, mentre questo PD è un abbozzo senza quadro.
Per noi il Partito Democratico deve essere un Partito nel quale il confronto e la partecipazione sono la base per la crescita di una comunità.
Un Partito plurale , dove il pluralismo deve essere un punto di forza, non un punto di rottura né mai un elemento che possa metterne in pericolo l’unità e la comprensibilità della sua proposta.
Un Partito che trova nelle ragioni dell’appartenenza l’urgenza del suo agire, che governa gli eventi e non li asseconda, che guida avendo in testa un’idea e non si lasci guidare in ragione della contingenza, che sintetizzi il suo operato con parole chiare e non riduca la sua azione in degli slogan vuoti , che alimenti la narrazione della nostra storia con la concretezza dell’analisi e non con l’ingannevole suggestione di sorti magnifiche e progressive.
Un Partito che sappia evolversi da contenitore di energie democratiche in un Partito compiuto.
Non abbiamo nessuna voglia di farci trascinare in discussioni legate al posizionamento di correnti e di potere. Così come rifuggiamo dalle discussioni che lasciano sullo sfondo i problemi e altro non sono che l’occasione di aspre contese che ci conducono inesorabilmente ad un clima di deresponsabilizzazione complessiva. Non ci uniamo al coro di quanti esasperando la dialettica politica alimentano un clima nel quale il governo delle cose diviene l’occasione per contrapposizioni incomprensibili che hanno come unico risultato l’allontanamento del nostro elettorato e lo sconcerto dei nostri iscritti.
Continuiamo a lavorare con la cocciutaggine di chi ritiene non solo auspicabile ma necessario che il Partito Democratico faccia il Partito Democratico.
Con l’umiltà di chi si spende quotidianamente facendosi specchio nelle difficoltà del proprio interlocutore, rimarchiamo con forza le nostre scelte e la nostra appartenenza, disponibili sempre nella costruzione di ponti nei quali si veicola la speranza di un domani migliore.