Castel baronia entra nella storia, esponente della minoranza diventa assessore per la parità di genere

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Castel Baronia – Il piccolo Comune della Baronia entra nella storia: sarà ricordato come il primo Comune che ha come assessore un esponente della minoranza consiliare. Ieri infatti il commissario ad Acta, avvocato Tortora, ha nominato assessore la capogruppo di minoranza Patrizia Reale. Tutto ciò è avvenuto in ossequio della norma sul riequilibrio di genere. Una decisione assunta in tempi piuttosto rapidi ma al termine di una vertenza. Tutto comincia quando la capogruppo di minoranza Patrizia Reale, chiede al sindaco di rispettare la norma delle quote rosa in Giunta. Ma non raccoglie gli effetti sperati. Si va al TAr, che da ragione al sindaco, e quindi al difensore civico della Regione Campania, seguendo l’esempio della minoranza consiliare di Zungoli. Da qui la nomina del commissario ad acta. I rapporti tra quest’ultimo ed il sindaco castellese, tuttavia non sono positivi e il commissario coinvolge nella vicenda il Prefetto, lo stesso difensore civico e si rimette in moto il meccanismo. Il commissario chiede alle quattro consigliere comunali di dare la propria disponibilità a ricoprire la carica di assessore, ma riceve la richiesta da tre su quattro, di rinvio. Ieri però il commissario ad acta, ha deciso di assegnare la carica di assessore comunale all’unica consigliera che aveva dato la propria disponibilità, Patrizia Reale, la capo gruppo di minoranza. Nel contempo ha revocato l’assessore Fabio Montalbetti, che è il secondo, in ordine di tempo, nominato assessore dal sindaco, dopo Carmine Famiglietti che è il vice sindaco. La consigliera Reale ha accettato la nomina ed ha dichiarato: «Da oggi sono Assessore Comunale. Grazie a tutti quelli che mi hanno sostenuto. Finalmente dopo due anni di impegno costante, di scambi epistolari, di interpellanze a tutti gli organi competenti siamo finiti al naturale epilogo della battaglia quota rosa. Pur dichiarandomi pienamente soddisfatta per il risultato ottenuto rimane comunque delusione ed insoddisfazione. Al riguardo mi sarei aspettata anzi, avrei preferito che una delle mie colleghe di maggioranza avesse accettato l’incarico di assessore
Resta inteso che ho accettato l’assessorato propostomi per senso civico ed in linea con il mio spirito altruista, quindi per essere il più possibile al servizio della comunità. Auspico una serena conclusione e reciproca accettazione dei dispositivi previsti dalla legge».