VIDEO Omicidi, corruzione, estorsione con l’aggravante del metodo mafioso: sgominata la “banda del cemento” del mandamento

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C’era il "covo" per minacciare le persone. Con armi. Munizioni. C’erano le intimidazione telefoniche. "Vieni a prendere un caffè perché da me è più buono", «Ti faccio un’offerta che non puoi rifiutare». Ci sono stati anche dei fatti di sangue. Il tutto per avere l’egemonia degli appalti nel baianese.
Sono i dettagli dell’operazione "Mandamento", condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Avellino, che ha portato all’arresto di 8 persone, una delle quali attualmente ricercata perché in fuga.

Estorsione, rifiuto di atti d’ufficio, usura, corruzione, turbata libertà degli incanti, reati connessi all’uso delle armi, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso, questi i rati contestati dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia.
G.A., 58enne di Avella, imprenditore pregiudicato, M.G., 53enne di Avella, operaio, pregiudicato, O.A., 54enne di Avella, pregiudicato, F.I., 47enne di Avella, commerciante, S.G., 61enne di Mugnano del Cardinale, commerciante, pregiudicato: queste le iniziali delle persone raggiunte da custodia cautelare in carcere. N.B., 39enne di Avella, imprenditore, pregiudicato, N.V., 49enne di Baiano, libero professionista e L.C., 44enne di Baiano, funzionario comunale, lepersone raggiunte dalle misure cautelati.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati nel corso di una conferenza che si è tenuta questa mattina presso il Comando Provinciale dei carabinieri di Avellino, alla presenza del Comandante Franco Di Pietro, del Tenente Quintino Russo, il Maggiore Luigi Nocerino e il Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Francesco Soviero.
Le numerose estorsioni, consumate nei confronti di imprese operanti nel settore edile, erano finalizzate ad acquisire il controllo degli appalti pubblici. Le indagini partono nel 2013, successivamente agli omicidi di Francesco Basile e Fortunato Miele.
Gli investigatori hanno appurato che i criminali compievano gli illeciti lungo due assi, una prettamente estorsiva, l’altra para legale per pilotare direttamente le gare di appalto. In questo filone emerge anche la complicità di alcuni funzionari pubblici dei Comuni coinvolti, da Baiano ad Avella.

Nel corso delle indagini, per i militari dell’Arma sono state fondamentali anche le testimonianze di alcuni cittadini, nonché di collaboratori di giustizia, oltre che intercettazioni telefoniche e ambientali,.
Il gruppo criminale, battezzato dai suoi fondatori con il nome di "Nuovo ordine di zona", era in grado di controllare i paesi di Avella e Baiano e comuni limitrofi e di condizionare l’aggiudicazione di appalti pubblici e imporre il monopolio della fornitura del calcestruzzo coartando le ditte fornitrici e delle imprese edili.