Una città stretta tra veti e litigi

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Quarantotto ore dopo dal voto sul Bilancio comunale è di nuovo bagarre nella maggioranza. Tanto che il sindaco, in uno dei soliti sfoghi mattutini, ha minacciato ancora una volta le sue dimissioni. Che, naturalmente, non darà. Eravamo stati facili profeti allorché , rispetto ai comunicati trionfalistici, abbiamo usato prudenza sul futuro del governo cittadino. Troppi erano i contrasti, troppi i patteggiamenti, finanche scandaloso il mercato delle vacche. Alla fine i veti incrociati hanno di nuovo riportato l’orologio al punto di partenza. Ci avesse ascoltato il sindaco Foti, non si sarebbe trovato di nuovo nella bagarre. Gli avevamo suggerito, con umiltà e per il bene della città, di azzerare la giunta per una questione morale. Ma le dimissioni degli assessori non sono state mai protocollate, sebbene consegnate. Il primo a suonare la carica del dissenso è stato Dino Preziosi che ha rotto il Patto e minaccia bufera. Poi, man mano nella stessa maggioranza si sono riaperte antiche crepe, senza che il partito, il Pd, nonostante il lavoro di De Luca, fosse in grado di ricucire gli strappi. Ed ora? Si ricomincia con il litigio, mentre la città è in agonia

edito dal Quotidiano del Sud

di Gianni Festa