Avellino, eventi di Natale e finanziamenti: indaga la Forestale

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AVELLINO- Una dettagliata informativa depositata da qualche giorno in Procura da parte del Nipaf del Corpo Forestale dello Stato di Avellino che ha acceso i riflettori sulla vicenda dei fondi ottenuti dal Comune per le attività natalizie, quelli rientranti in un apposito capitolo regionale destnato alla Terra dei Fuochi e quanto invece organizzato da parte dell’amministrazione comunale, a partire dagli stands bnel Corso, dove ai prodotti tipici campani si sono aggiunti quelli di altre regioni ed in particolare anche di elettrodomestici, una società calcistica ed una tv satellitare. Indagini che sono state portate avanti dal personale del Nucleo Investigativo del Comando agli ordini della dottoressa Dolores Curto e che ora sono al vaglio della Procura di Avellino. L’accertamento del personale del Nipaf era nato sulla base di una verifica relativa alle autorizzazioni per le installazioni nel corso di Avellino. Quindi un profilo iniziale che riguardava un recente sviluppo investigativo nell’ambito degli accertamenti sui vincoli storico-culturali del territorio. Si tratta una nota della Soprintendente per le Belle Arti e i Paesaggio di Avellino e Salerno Francesca Casule. Quella in cui si richiama proprio la nota della Direzione Generale Archeologica Belle Arti e Paesaggio del Ministero dei Beni Culturali di Roma, quella firmata dal direttore generale Caterina Bon Valsassina, che rispetto alle richieste della polizia giudiziaria, e nello specifico, un passaggio molto chiaro sulla necessità che per le piazze pubbliche e le strade che hanno settanta anni almeno, in caso di interventi debba essere applicata la procedura del vincolo dei beni culturali. Si legge nella nota della Direzione Generale del Ministero: «Anche la recente giurisprudenza amministrativa riconduce le piazze pubbliche realizzate da oltre settanta anni, in specie laddove rientri nei centri storici, alla categoria dei beni culturali, indipendentemente dall’avvio del procedimento di verifica e dalla specifica dichiarazione di interesse culturale prevista..». E proprio da questi primi accertamenti, su cui ci sarebbero stati i primi riscontri negativi, infatti agli atti non risulterebbe alcuna autorizzazione storico-culturale e per l’attività dunque di commercio ambulante su zone vincolate esercitato nell’ambito della manifestazione, è scattata successivamente la seconda parte dell’accertamento. Un’attività di verifica e di riscontro dei criteri dettati dalla Regione Campania nell’ambito della promozione dei prodotti del territorio e quanto è finito negli stands avellinesi. E l’altro accertamento riguarda, poi, quanto sarebbe stato corrisposto dagli esercenti per allestire lo stesso stand.
E da questi accertamenti ulteriori è scattata poi la parte dell’informativa depositata in Procura che si riferisce proprio al capitolo collegato al bando e ai fondi. Bisognerà comprendere quali saranno le iniziative da parte della Procura dopo l’accertamento avviato dal Corpo Forestale dello Stato.