E’ sempre terra dei fuochi

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La terra dei fuochi continua a bruciare. E i bambini a morire! La recente manifestazione davanti alla Prefettura di Napoli, delle mamme dei bambini, (quelli morti – otto in soli 20 giorni – e quelli destinati a morire, del vasto territorio – 53 Comuni, 32 di Napoli e 23 di Caserta – dove la mortalità infantile per tumori causati dall’inquinamento è terribilmente più alta che altrove, è stato l’ennesimo grido di dolore disperato che continua ad essere ascoltato da chi non dovrebbe dormirci la notte e ne dovrebbe trarre le conseguenze, dimettendosi o dannandosi l’anima per risolvere il problema. Non ci sono più lacrime ma disperazione e rabbia. Che altro si può fare se si continua a rimanere impassibili di fronte all’ indignazione popolare? La gente continua a vivere tra le migliaia di tonnellate di rifiuti velenosi che continuano a giacere sotto la terra o a cielo aperto e ad esalare sostanze tossiche. Anzi si creano continuamente altri focolai anche qui da noi dove si va avanti alla giornata e si sta ricadendo ancora, una volta, in piena emergenza non prelevando più la frazione organica in 52 comuni invitando i cittadini a mantenerli in casa. I politici, a partire dal Presidente della Regione, passando per i prefetti, i Presidenti delle Province, gli assessori ed i consiglieri regionali per finire ai Sindaci ed agli assessori comunali, continuano a considerare la cosa come ordinaria amministrazione mentre non dovrebbero trovar pace. I cittadini subiscono con rassegnazione senza neanche più indignarsi. I numerosi comitati sorti a difesa del territorio hanno ragione da vendere nel difendere un territorio già inquinato, ma non fanno proposte e finiscono per contribuire, loro malgrado, anche essi alla perpetuazione di una situazione insostenibile che va sempre nella direzione di una nuova dichiarazione di emergenza nella quale la spesa non ha controlli gli appalti si fanno senza regole e riprende il business. Anche la magistratura e la stampa sembrano rallentare la loro opera e, purtroppo, finora nessuno è finito in galera. Invece di dedicarsi anima e corpo all’avvio della soluzione del problema, il governatore, che pure a Salerno si era mostrato efficiente, pare abbia perduto smalto e verve. Il nuovo piano rifiuti è poca cosa, la bonifica dei territori inquinati non è ancora cominciata e le eco balle viaggiano a scartamento ridotto verso lo smaltimento fuori regione e si stenta a capire perché prima di prendere la via per Padova i rifiuti organici debbano sostare tanto tempo nello Stir di Pianodardine. C’è la percezione tra la gente che le nuove strutture, pur insufficienti, non rispondano ai requisiti tecnologici avanzati e perciò nessuno le vuole. Eppure, se fatte e gestite secondo i criteri della tecnica e della sicurezza, porterebbero occupazione e sviluppo. Sarebbe opportuno costruire anche un termovalorizzatore di ultima generazione per smaltire la gran quantità di eco balle giacenti, dopo il necessario trattamento di differenziazione. Ma nessuno lo vuole. Anche i cittadini ci mettono del loro perché la differenziata ha dei notevoli picchi negativi in molti comuni a continuare dalla città capoluogo anche se continuiamo a prenderci multe dall’Europa. Ai nostri politici ed alla classe dirigente, a loro somigliante, continua a dedicarsi a tempo pieno alle nomine nella sanità e nelle altre aziende controllate e a elargire consulenze a destra e a manca. Rendono di più politicamente anche se alimentano un clientelismo dal quale diventa quasi impossibile sfuggire. Il distacco dalla politica non è un sentimento passeggero e si continua a non capire che, se non si cambia mentalità, si finirà per consegnarci ai populismi ed ai presunti uomini forti, che abbondano in tutte le stagioni, con rischio per la democrazia e perdita di diritti, senza, peraltro, che i problemi siano risolti. “Usque tantum abutere patientiae nostrae?” gridava Cicerone contro le malversazioni di Catinina! Fino a quando continuerete ad abusare della nostra pazienza gridano i cittadini a 30 anni dall’emergenza rifiuti!
edito dal Quotidiano del Sud