Il doppio volto del renzismo

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In questi giorni, in Parlamento si combatte aspramente la battaglia della legge elettorale, sanguinosa per le sorti di moltissimi parlamentari. Tuttavia, nel segreto di alcune stanze giudiziarie e sui mass-media se ne combatte un’altra non meno importante per la stessa sopravvivenza del renzismo. Alcune intercettazioni non dovrebbero essere pubblicate, perchè forse ininfluenti sulle vicende giudiziarie che le hanno originate. La stessa Corte di Giustizia UE ha tuttavia stabilito che il diritto all’informazione prevale sul diritto alla privacy dei politici. I cittadini hanno il diritto di conoscere fatti e situazioni di cui altrimenti non verrebbero mai a conoscenza. Soprattutto il renzismo, oggi, anche alla luce di intercettazioni e rivelazioni, appare come un fenomeno clamorosamente bifronte. Da una parte il volto di un politico ancora giovane, di dichiarati propositi rinnovatori e di grande impatto comunicativo. Dall’altro, gli aspetti oscuri delle fondazioni.

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Troppi elementi oscuri o non chiariti rischiano di pesare sul prestigio delle nostre istituzioni, come dimostra l’ inchiesta sulla Consip. Ma vi sembra normale che sia stato riconfermato al suo vertice l’indagato Marroni, il quale ha dichiarato che l’esistenza dell’esplosiva inchiesta gli sarebbe stata rivelata dall’altro indagato, il ministro Lotti, e che quest’ultimo – nonostante sostenga l’esatto contrario – sia tranquillamente ancora in carica? E che governo e Parlamento non abbiano avuto la forza e la dignità politica di andare fino in fondo per accertare la verità? O che nessuno abbia avuto la curiosità di accertare la veridicità delle pesanti affermazioni dell’ex sottosegretario Vicari, accusata di corruzione per un Rolex, sul fatto che altri ministri ne avrebbero presi tre! Negli Stati Uniti, proprio in questi giorni, per scoprire eventuali infiltrazioni di altri interessi (privati o di potenze straniere) ai massimi livelli istituzionali, è stato nominato un procuratore speciale indipendente con i più ampi poteri!

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In Italia, invece, abbiamo dovuto sapere da un’indiscrezione in un libro di De Bortoli di una presunta richiesta di aiuto da parte della Boschi per un possibile acquisto di Banca Etruria da parte di Unicredit! Se così fosse, un clamoroso conflitto, con un vistoso piegamento della funzione ministeriale a interessi privati, considerata la posizione del padre (quello che chiedeva consiglio al faccendiere massone Carboni per la nomina del direttore generale!). E il Parlamento cosa fa? Invece di puntare su accertamenti e decisioni rapide per dissipare tutti i dubbi, rinvia tutto alla commissione di inchiesta sulle banche, che in questa legislatura farà appena in tempo ad insediarsi. Sapremo la verità (forse) quando non servirà più. A meno che ancora una volta, considerata l’ipocrita inerzia della politica, non sbrogli la matassa la solita (e benemerita) magistratura.

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Il fattore “R” (Renzi) rischia così di essere doppiamente destabilizzante. Con la sua spinta ad elezioni anticipate impedisce la prosecuzione dell’azione del governo e sottopone il Paese a un notevole, prolungato stress elettorale. Con gli intricatissimi legami tra il suo apparato politico e il sottobosco economico, se non definitivamente chiariti, peserà enormemente sulla residua credibilità delle nostre istituzioni!

edito dal Quotidiano del Sud