Centro- Destra solo elettorale?

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Tra gli esiti più evidenti della azione politica di Renzi c’è la “resurrezione” del centrodestra, confermata dai positivi risultati delle amministrative. Certo, le politiche sono un’altra cosa, mala crescita diffusa dei Comuni amministrati da FI, dalla Lega e da Fratelli d’Italia, a fronte del forte calo di quelli (soprattutto isuperiori aquindicimila abitanti)amministratidal Pdpuòessere un dato promettente per il futuro. Però i leader (a cominciare dall’ex Cavaliere) sapranno evorranno approfittaredel momentofavorevole? Permesi,soprattuttotra BerlusconieSalvini è andato avanti uno scambio a distanza di battute e di avvertimenti. Difficile sapere con esattezza quanto ci sia di necessità tattiche tra possibili, futuri alleati. E quanto, invece, di effettiva volontà strategica di divaricare le posizioni. La competizione per la primogenitura elettorale si è fatta sentire anche durare l’ultima campagna elettorale, sia nella composizione (talvolta mancata) delle liste comuni, sia nella ricerca spasmodica dello “zero,virgola” in più, capace di segnalare possibili leadership. Da una parte, Salvini ha intensificato la sua offensiva anti-europea approfittandodelle debolezzee dellecontraddizioni di Bruxelles nella questione dei migranti. Dall’altra,il capo di FI non ha perso occasioni per riaffermare la necessitàdi unaleadership moderata dello schieramento (coerente con il suo tradizionalepensiero, maforse accentuata anche dalla necessitò di non perdere credibilità inEuropa, considerata la vicenda ancora aperta del suo ricorso contro la incandidabilità ex lege Severino). Per un lungotempo, l’ex Cavaliere è sembrato indeciso sul da farsi, probabilmente anche per le incertezze che ancora gravanosulla legge elettorale e sulle sue modifiche. Le sue stesse mosse allaapparente ricerca diun leader, con i nomi finora lanciati e abbandonati (Marchionne, Draghi), sono sembrate dei ballon d’essai, mirati tutt’al più allo scopo di preparare un pò tutti a digerire una figura non politica. In questo quadro, anche l’eventuale candidatura della figlia, nonostante la sua buona reputazione, avrebbe potuto rinfocolare le antiche accusesu FI partito familiar-aziendale. Berlusconi, finora, era del resto apparso più orientato (o rassegnato?) verso una riedizione del Nazareno. E perciò restìo a considerare una ipotesi di centrodestra (regole elettorali permettendo), tantomeno se in una formazione di questo tipo non fossestato piùlui adarele carte.Ora, conlaclamorosa intervistaa”Ilmattino”, sembra aver cambiato prospettiva, con il dichiarato rifiuto di future alleanze con il Pd. Effetto dei nuovi numeri delcentro-destra emersidalle ultime elezioni o magari delle attuali difficoltà di Renzi, oppure di entrambi i fattori? Nella sua anima trattativista, si èfatta spazio l’ideadi unforte risultato elettorale del centro-destra. Da far valere, poi,comunque. Da solo o insieme? Chissà! Al di là delle parole, resta il fattoche nonappare facileraggiungere la soglia di maggioranza attualmente prevista. Congli scenari conseguenti. Parte delle decisioni finali del centrodestra dipenderanno anche da cià che succede nel fronte opposto, quello del Pd. Dove non sembra regnare un’atmosfera molto pacifica. Gli altolà molto severia Renzida partedi alcunipadri fondatori, il trasloco di Prodi e la convivenza sempre più difficile di Orlando, Franceschini, Del Rio e di altri con gli atteggiamenti insofferenti dei renziani duri e puri, fannosomigliare il Pd a una pentola in ebollizione pronta ad esplodere, dopo quella di Mpd, verso altre scissioni.

di Erio Matteo (edito dal Quotidiano del Sud)