Quella Porta Urbica romana nel cuore di Mirabella 

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Si terrà domani, alle 18, nella sala consiliare di Mirabella una mostra di reperti provenienti dallo scavo di Aeclanum e fotografie dei pezzi esposti al Museo Irpino. Reperti che sottolineano l’intensa vita di Aeclanum dal III secolo a.C. al V secolo d.C. Proponiamo di seguito l’intervento dello studioso Consalvo Grella, già direttore del Museo Irpino, dedicato alla Porta Urbica di Mirabella, che pone l’accento sul ricco patrimonio storico- artistico del centro irpino.

A Mirabella Eclano centro, nel muro esterno di un’abitazione privata, è incastrata una porta urbica in miniatura in pietra locale a forma di parallelepipedo d’ambiente. osco-sabellico. La sua composizione si sviluppa su due grandi colonne a sezione quadrangolare con capitelli corinzieggianti; tra le due colonne è compresa una struttura centrale con porte ad arco a tutto sesto,ripartita in tre piani. Il primo piano è formato da una porta centrale, affiancata da due statue abbastanza consunte,rispettivamente su una base rettangolare che esplicano la funzione di Telamoni,sostenendo con le braccia il peso di una membratura sovrastante, modanata. Il secondo piano comprende due porte di dimensioni minori,rispetto alla prima, intercalate da tre colonne con fusto a sezione quadrangolare e capitelli corinzieggianti su cui poggia una seconda membratura, egualmente modanata. Il terzo piano, invece, è configurato da tre porte, intercalate da due colonne dello stesso tipo delle precedenti che,insieme ai capitelli delle due grandi colonne laterali che incorporano la struttura centrale del monumento, sostengono la trabeazione terminale. Quest’ultimo elemento architettonico presenta una decorazione a girali in aggetto a motivo floreale : su di esso è sovrapposta una membratura di eguali dimensioni a faccia liscia,da cui si elevano cinque elementi terminali a sezione quadrangolare (merli), intercalati da quattro spazi della stessa grandezza che chiudono il repertorio rappresentativo del monumento. Avanzi di una seconda porta urbica in Irpinia, costituiti da due torri circolari, si trovano davanti alla Chiesa, nella frazione Ribottoli di Serino; una terza, invece, è “inglobata alla base del campanile della Chiesa restaurata” dell’antica Compsa; una quarta, inoltre, proveniente da Abellinum, restaurata alla base ,è conservata nel Museo irpino (Per quest’ultima vedi “Il Museo irpino di Avellino, Consalvo Grella,p. 63 fig.8a in “ I Musei degli Enti Locali della Campania”,Società Editrice Napoletana,Napoli 1974). Le finalità di questi monumenti che, cronologicamente vanno inquadrati nella seconda metà del I sec.a. C., non trova ancora una spiegazione plausibile. Non è improbabile, tuttavia,che essi facessero parte di un complesso funerario di cui dovevano costituire la parte architettonica più vistosa. Infine, a Mirebella Eclano, nella località Peta, davanti alla casa colonica della Signora Guarino Carmela, trovasi un mensolone in marmo su cui è scolpita un’aquila che stringe fra gli artigli un agnellino,del periodo tra Traiano ed Adriano. Reperti di questa tipologia rinvenuti ad Aeclanum, fino ad ora accertati, sono quattro, con quest’ultimo segnalato; di essi,due sono conservati nel Museo irpino ed il terzo nel Museo domestico della famiglia Miletti in Bonito. Nel Museo Miletti, tra l’altro, vi è anche un’interessante fistula in piombo con iscrizione a rilievo, proveniente da Aeclanum, con lo stesso testo della fistula conservata nel Museo irpino, proveniente ugualmente da Aeclanum: R(EI) P(UBLICAE) M(UNICIPIUM) AECLANENSIUM SUB CURA MAIANUS (palmae ramus) L. VOLUSIUS ADIECUTS FECIT

Di Consalvo Grella pubblicato il 13/05/2014 sul Quotidiano del Sud