La follia stragista 

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Bruno è stato ucciso mentre con una mano cercava di proteggere Martina, la sua compagna di vita, e con il corpo i suoi due bimbi: Aria sette mesi, adagiata nel passeggino e Alessandro di appena sei anni. Una famiglia come tante, a passeggio in un pomeriggio di sole, in uno dei luoghi più suggestivi del mondo, la Rambla. Bruno Gulotta è una delle sedici vittime della furia omicida di un terrorismo che ha messo la fascia del lutto a ben trentaquattro paesi occidentali. Tanti sono i paesi che piangono i loro figli. E proprio lì, alla Rambla, che uomini, donne e bambini inermi sono stati uccisi da ragazzi violenti. L’orrore e la morte. Una lunga scia di sangue attraversa l’Europa travolgendo e spezzando vite innocenti. Dalla Spagna alla Francia, dalla Germania al Belgio, l’Europa è devastata dalla follia terroristica che colpisce a tradimento in un disegno di destabilizzazione mondiale. Si dice: è guerra di religione. E’ questo l’alibi che sottende ai ripetuti massacri che, come un film già visto, destano paura e sconcerto. I musulmani sono tanti e la quasi totalità è contro i nemici della pace. Siano essi jihadisti, alqaedisti o gruppi eversivi che spuntano in ogni parte del mondo. L’ adesione ai principi fondanti delle civili comunità è per i musulmani una costante, riaffermata nei loro comportamenti. Quanto è accaduto l’altro giorno a Barcellona pone interrogativi inquietanti. Quali sono i veri obiettivi di ragazzi indottrinati pronti a dare la loro vita pur di annullare quella degli altri? Intendono forse gettare il seme da cui dovrà nascere una terza guerra mondiale? E perchè? Può il fanatismo religioso di gruppi organizzati illudersi che così agendo si può cambiare il mondo? E l’altra domanda che è sulla bocca di tutti i nostri connazionali: perchè il nostro Paese è escluso, per ora, dalla violenza terroristica? Le risposte inondano i mass media. Ma gli interrogativi restano intatti. Perchè l’orrore stragista è senza credo.

di Gianni Festa edito dal Quotidiano del Sud