Contrasto ai furti, tre persone denunciate a San Martino V.C.

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I carabinieri all'esterno del club Fiore di Giffoni a Campigliano, frazione di Giffoni Valle Piana (Salerno), dove è avvenuto l'omicidio-suicidio, 01 febbraio 2015. ANSA/ FRANCESCA BLASI

I Carabinieri, con l’effettuazione di mirati servizi volti alla prevenzione
ed alla repressione di reati, in particolare quelli di tipo predatorio,
continuano incessantemente a porre attenzione all’attività di perlustrazione
nei comuni dell’Irpinia implementando al massimo, come disposto dal Comando
Provinciale di Avellino, l’attività di controllo del territorio soprattutto
durante le ore notturne ed in quelle aree particolarmente colpite dal
fenomeno, sia per prevenire i reati che per intervenire con tempestività ed
efficacia quando necessario.

Nella decorsa notte, in San Martino Valle Caudina una pattuglia della locale
Stazione intercettava un’auto con a bordo tre uomini che si aggiravano con
fare sospetto. Intimato l’“Alt”, i Carabinieri procedevano
all’identificazione degli occupanti: si tratta di tre uomini di età compresa
tra i 25 ed i 50 anni, tutti provenienti da Montesarchio (BN) e con a carico
svariati precedenti di polizia, principalmente per reati contro il
patrimonio.

L’apparente tensione evidenziata dai tre soggetti nel corso del controllo
induceva i Carabinieri, con un’ulteriore intuizione rivelatasi determinante,
ad eseguite una perquisizione sul veicolo rinvenendo, nel vano portaoggetti,
due ricetrasmittenti, una torcia nonché due grossi cacciaviti occultati
sotto un tappetino, il tutto sottoposto a sequestro unitamente ad una grossa
chiave del tipo “a pappagallo”, ad un tubo in gomma ed a quattro taniche da
30 litri trovate all’interno del bagagliaio dell’auto.

Nel corso della perquisizione uno dei fermati tentava di disfarsi di un
passamontagna e di un paio di guanti: ma l’azione, per quanto fulminea, non
sfuggiva all’occhio vigile degli operanti che recuperavano il tutto.

I tre, che non erano in grado di giustificare il possesso del materiale
rinvenuto, venivano dunque condotti in Caserma per i successivi
accertamenti.

Alla luce delle evidenze emerse, a loro carico scattava il deferimento alla
Procura della Repubblica di Avellino, diretta dal Procuratore Dott. Rosario
Cantelmo, in quanto ritenuti responsabili reato di cui all’art. 707 del
Codice Penale (Possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli).

Inoltre, attesa l’illiceità della condotta posta in essere che rendeva
ingiustificata la loro presenza in quel Comune, i tre sono stati proposti
per l’emissione della misura di prevenzione del Rimpatrio con Foglio di Via
Obbligatorio.

L’attività portata a termine, è anche frutto del capillare controllo del
territorio che i Carabinieri del Comando Compagnia di Avellino svolgono nel
quotidiano impegno a garantire sicurezza e rispetto della legalità.