La Politica è morta assassinata 

0
242

Il cittadino italiano, tra un mese, sarà posto di fronte ad una grande scelta: o farsi governare “sinistra – mente” da una Destra o farsi governare “maldestramente” da una Sinistra.
Questa mia sintetica definizione è certamente incompleta,ma è sufficiente ed idonea per l’uso che intendo farne. Innanzitutto bisogna chiarire che non tutti danno lo stesso significato al concetto di “bene comune”; talora,addirittura,il “bene” non sempre è “bene” e,quasi sempre, non è comune,cioè di tutti,equamente ripartito, destinato a tutti .Un tempo, molti o pochi,in rapporto al periodo storico ed alla situazione socio-geografica, si dedicavano alla politica, nel significato di gestione della cosa pubblica,con il desiderio di raggiungere obiettivi prefissati,equamente positivi per tutti i cittadini. Per prevalere sugli avversari o sui concorrenti bisognava possedere idee chiare e precise,proporre programmi seri e credibili, indicare obiettivi realizzabili e condivisibili, utilizzare metodi lineari e corretti, servirsi di un linguaggio comprensibile, accessibile a tutti e “pulito” e rispettoso delle altrui posizioni. In sintesi, ad una pars destruens delle proposte avversarie si faceva seguire una pars construens derivante dalla bontà delle proprie argomentazioni e dalla presentazione dei propri obiettivi. La Politica, insomma, riusciva a diventare una vera Scienza, se non addirittura una nobile Arte. La vera Politica non si impara sui manuali, ma nelle situazioni concrete,tra la gente ed i suoi reali problemi. Oggi, si confonde la Politica con la pubblicità. I politici di oggi, in gran parte, sono attori di pubblicità e sono ritenuti “buoni” politi – ci se sanno fare una buona campagna elettorale,cioè se sanno come raccogliere voti più che consensi per il programma che non c’è. Spesso sono ignoranti nel senso etimologico ma anche profondo del termine;non sanno parlare dando un cattivo esempio di espressione delle proprie idee,se ci sono; si appigliano al cavillo più che all’argomentazione rigorosa. Non si comprendono fra di loro e confondono le idee a chi è costretto ad ascoltarli. Fanno ricorso a tattiche elettorali più che a strategie politiche; non sanno guardare lontano con gli occhi della mente. Non c’è confronto sui programmi, c’è allontanamento dai problemi reali,dalle grandi problematiche poste dall’attuale situazione di vita sul pianeta, dalla complessità,dalla globalizzazione che vengono solo superficialmente sfiorate,ma talora solo per contrastare l’opinione dell’avversa – rio,non per discutere o proporre e costruire. Altro fatto vergognoso consiste nell’utilizzo del turpiloquio, nell’uso della parola ad effetto: gli insulti fra politici sono argomento quotidiano. La politica è morta o,meglio,è stata assassinata. Mi fermo. Desidero non essere impietoso. Ma sia chiaro: i Politici non sono tutti così. Anche oggi ci sono Politici accorti, sapienti,avveduti,chiari nell’esposizione del pensiero,coerenti,ma sono pochi e troppo spesso inascoltati, sopraffatti dal politico attore pubblicitario. Il cittadino è confuso: poche le proposte concrete,serie e realizzabili, simili o talora indistinti i programmi,non sempre chiari imetodi, scarse le certezze. A ciascun lettore è affidata l’interpretazione che desidera dare agli avverbi utilizzati per la scelta nelle prime righe. Absit iniuria verbis.

di Giuseppe Gesa edito dal Quotidiano del Sud