Disertare le urne o turarsi il naso?

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Si moltiplicano dichiarazioni e appelli. A votare perché il voto è un diritto e un dovere. A votare turandosi il naso, “perché è tutto uno schifo”. E, infine, a disertare le urne, perché “tanto non cambia niente”. E la rabbia e la disillusione verso la politica accrescono il numero degli indecisi. E allora, cosa fare?

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Tra i primi, si è segnalato, per autorevolezza e linearità, l’invito del Presidente della Corte Cosituzionale.  Grossi, sul voto del 4 marzo, ha dichiarato che l’astensione “non è accettabile sul piano etico e sociale. Il voto è l’arma del popolo sovrano, partecipare al voto è un dovere del cittadino. Si voti come si vuole, ma si voti”…”Uno scontento dei cittadini su cui il potere politico dovrebbe fare di più, non è una giustificazione” al non voto. Per singolarità, anche se non originalità (il copyright, come tutti ricordiamo, è di Indro Montanelli), si è invece distinto quello di Renzi a votare Pd turandosi il naso. Espressione che poteva anche starci, sulla bocca di un commentatore politico. Ma che pronunciata da un leader che ha di fatto personalmente compilato le liste – definite “di proscrizione” dalle opposizioni interne – rappresenta quanto meno una forte stonatura!

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La legge elettorale è una solenne schifezza. Essa non restituisce affatto ai cittadini il diritto di eleggere i propri parlamentari. Non favorisce la governabilità. Accresce lo spaesamento politico dei candidati e provoca la rottura di qualunque rapporto con il territorio. Con il meccanismo delle pluricandidature altera scandalosamente la volontà degli elettori. Poi é piena di trucchi e trucchetti, che favoriscono le forze maggiori delle coalizioni. Non stimola affatto vere alleanze, ma solo deboli cartelli elettorali! Divisi da rivalità che la legge incentiva. Renzi spera che la lista di Bonino non raggiunga il 3% per ridistribuire alcuni seggi fra i suoi fedelissimi. E l’ex Cavaliere è impegnato perché  Salvini non superi FI. Per non parlare, infine, dei molti indagati e di qualche condannato. Tuttavia, non è affatto vero che non cambia niente! Il M5S, ormai  primo partito (senza contributi pubblici), si presenta con i suoi limiti come forza di governo. Pd e FI, che pure dovrebbero essere alternativi, insieme cercano di arginarne le ambizioni, liquidandolo come populista! L’offerta politica appare cresciuta, con la presenza di una nuova forza, LeU, a sinistra del Pd. Nella stessa compagine di centrodestra, posizioni differenziate possono corrispondere a scelte elettorali diverse. Come si vede, alcune cose sono cambiate.

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Se una consistente parte degli indecisi decidesse di andare alle urne potrebbe cambiare radilcalmente le cose! Riversandosi sul M5S, rompere gli schemi e rendere oggettivamente più difficile una alleanza Pd-FI. Sostenendo direttamente il Pd, rafforzare le ambizioni (o la tenuta) renziane. Votando per la Bonino o per i centristi, mantenere nel centro-sinistra i consensi anti-renziani. Nel centro-destra, un voto diffuso a Salvini ne sosterrebbe le ambizioni egemoniche e le posizioni anti-europee. E l’eventuale prevalere di Lega e FdI significherebbe un indebolimento del fronte moderato. Un consenso prevalente a FI sancirebbe invece il primato berlusconiano.  Tuttavia, è anche in gioco qualcosa in più, che potrebbe rivelarsi un altro frutto avvelenato dell’italica smemoratezza! Solo poco più di una settantina di anni fa agli italiani è stato restituito, e alle italiane riconosciuto, il diritto di voto. E già serpeggia una pericolosa stanchezza che non lascia bene sperare nel futuro. Come se fosse indifferente votare o no. Quando autorevoli giornalisti come Pansa confessano disinvoltamente i loro propositi astensionistici, tradiscono se stessi e la loro storia!  Un popolo, per costituzione (cioè per carattere) negato per le rivoluzioni,  non può che utilizzare i mezzi disponibili, sia pure limitati come il voto! Sarebbe un modo innanzitutto per riaffermare la fiducia collettiva nella democrazia, che va al di là delle tante mediocrità di oggi. Per evitare di affidarsi, domani – come troppe volte è accaduto nel corso della nostra storia –  a qualche improbabile uomo della provvidenza!

di Erio Matteo edito dal Quotidiano del Sud