PD, il futuro dopo la sconfitta

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Sono trascorsi oltre venti giorni dalla sconfitta, anzi dalla disfatta del Partito Democratico ed ancora non si rileva un’analisi reale e concreta della situazione che si è determinata, del perché si è materializzata una condizione per certi versi cosi drammatica.  Ancora che dobbiamo sentire dirigenti vecchi e meno vecchi, locali e nazionali che accampano delle mezze giustificazioni, che farfugliano mezze verità e che riconoscono assumendosi solo mezze responsabilità. Ci vuole umiltà, senso di responsabilità e di appartenenza  riconoscendo il fallimento che non è solo del Renzismo e della sua linea politica, (pur avendoci creduto chi prima e chi poi), inoltre bisogna prendere atto che le pochissime cose buone realizzate, non sono state per niente  fatte comprendere.  Il malessere del popolo, che noi avremmo dovuto interpretare e rappresentare parte da molto lontano, i primi campanelli di allarme furono i Girotondini, per poi passare al popolo dei Vaffa fino ad arrivare ai grillini, che non hanno fatto altro che occupare lo spazio che era nostro e che non abbiamo saputo o voluto rappresentare.  In senso più generale abbiamo assistito ad un partito che avrebbe dovuto inglobare le più grandi e le migliori esperienze del passato, proiettandole verso un futuro progressista si, ma che guardasse al sociale, ma che invece si è avvitato su se stesso, imborghesendosi, mentre la povertà aumentava  a dismisura nel Paese, congiuntamente alla insicurezza.  SI alla sicurezza perché dove sta scritto che la sicurezza dei cittadini è una prerogativa di destra?  Io sono da una vita di sinistra e pure non voglio essere molestato in casa propria, negli  affetti più intimi, potrei anch’io volermi poter difendere, ma soprattutto vorrei uno Stato che fosse deciso nel reprimere e che garantisca pene severe per chi delinque. Si è praticamente persa di vista quella che doveva essere la Mission del Partito Democratico, abbiamo assistito ultimamente ad un periodo di autoreferenzialismo senza precedenti, anche nel nostro piccolo, i nostri due Parlamentari ma chi li ha mai visti o  sentiti per cinque anni, eppure personalmente, oltre ad essere esponente di partito, ero e sono amministratore locale; un distacco siderale dal territorio che invece si sarebbe dovuto  ascoltare e rappresentare. Ma  la cosa che fà più male, è che nei fatti, nell’agire quotidiano, nel mio piccolo io come tanti altri,  mi sento molto più grillino di coloro che professano certi principi, mentre poi ai livelli decisionali il Partito si è snaturato e niente o quasi niente ha fatto per le classi disagiate, per le persone che non riescono nemmeno a sopravvivere.   Si è data l’impressione di tutelare solo i poteri forti, le lobby, e non mi vengano a dire che purtroppo non è passato il referendum, perché quello è stato solo un’ imposizione narcisistica di Renzi;  perché non ha svincolato i quesiti referendari l’uno dall’altro ?, credo si sarebbe avuto un risultato diverso.  Ci sarebbero tantissime cose da dire ancora, ma credo che i nodi essenziali siano: di capire qual’è il vestito che vuole e che dovrà indossare il PD in futuro, se siamo per una redistribuzione della ricchezza oppure no, se vogliamo abbattere o eliminare un po’ di privilegi e non mi riferisco solo nel campo politico, se vogliamo seguire la strada della moralizzazione della politica, o se vogliamo diventare la nuova Forza Italia, perché a me sembra che questa sia una delle possibili strategie in mente a qualcuno.  La scelta stà tutta quà, chi siamo e chi vogliamo essere , dopodichè non abbiamo niente da temere da nessuno, perché comunque anche se malandato e provato, siamo sempre un partito organizzato e radicato sul territorio, dove comunque ci sono ancora persone disposte ad impegnarsi ed a crederci; ovviamente dobbiamo essere messi in condizione di recuperare fiducia e credibilità, quella che VOI ci avete fatto perdere. In caso contrario, credo che nella prossima tornata elettorale qualunque dovesse essere la data, non solo saremmo impossibilitati a fare campagna elettorale, ma Noi stessi avremmo grosse, ma grosse difficoltà a continuare ad essere del PD.        Molto sommessamente, vorrei  esprimere un pensiero anche sulle prossime amministrative di Avellino, ritenendo che alla luce delle evidenti difficoltà vissute fino ad oggi, dovute anche alle tante divisioni e contrapposizioni, le Primarie di un centrosinistra possibilmente allargato, siano  l’unico strumento democraticamente riconosciuto, che possano riportare un minimo di democrazia e rasserenamento del clima. Primarie a cui tutti possono partecipare, ma a condizione che dal giorno dopo, tutti e dico TUTTI, vincenti e perdenti remino nella stessa direzione con l’obiettivo di vincere le elezioni  dando una speranza concreta di rinascita alla città di Avellino.

 

Coordinamento PD Ospedaletto e Consigliere Comunale

D’Argenio Angelo