Sanità, dopo le siringhe il caos dei prezzi ora è sui pasti

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Sanità, questa sconosciuta. Altro caos, questa volta i pasti
ospedalieri. Stando alle notizie riferite dall’Ansa, tra un ospedale e l’altro ci possono essere
fino a 10 euro di differenza nel costo di un menu giornaliero
fornito a pazienti. Cifra che va rapportata alle circa 61
milioni di giornate di ricovero registrate ogni anno negli
ospedali italiani. Un capitolo di spesa che potrebbe essere
ridotto, portando a risparmi di almeno 82 milioni di euro, di
cui 13 solo in Campania, regione che detiene anche il primato
delle proroghe degli appalti per la ristorazione. A puntare la
lente d’ingrandimento nel piatto dei pazienti è l’Autorità
Nazionale Anticorruzione (Anac) nel documento «Efficienza dei
contratti pubblici e sviluppo di indicatori di rischio».
Obiettivo del report, pubblicato sul portale dell’Authority,
è verificare eventuali anomalie che incrociate fra loro possono
far emergere «situazioni patologiche». A fine 2016 infattiß
l’Anac ha fissato una serie di prezzi di riferimento per le gare
per la ristorazione negli ospedali, che individuano in 11,74
euro il prezzo medio per un menu composto di colazione, pranzo e
cena. Complessivamente, dei 738 milioni spesi
annualmente in Italia se ne risparmierebbero oltre 82.
Altro indicatore di rischio di corruzione è la durata delle
proroghe degli appalti, che una volta vinti vengono riassegnati
‘per forza di inerzià. In questo la Campania svetta con
un’azienda che ha visto prorogare il contratto di fornitura dei
pasti ospedalieri di ben 175 giorni. E, purtroppo, nella regione
non è affatto una eccezione.