Pago Vallo Lauro, l’ombra della camorra nelle elezioni amministrative

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Nel 2016 a Pago Vallo Lauro la camorra avrebbe potuto influenzare gli esiti delle elezioni amministrative. Nuovi elementi sull’inchiesta avviata nel 2017 dalla Dda di Napoli arrivano da un procedimento parallelo, dove sono state omissate tutte le circostanze relative all’indagine che stanno conducendo la Squadra Mobile e la Procura Distrettuale Antimafia, ma la contestazione su cui lavorano gli inquirenti è quella relativa al 416 ter, quello sullo scambio elettorale politico- mafioso.

Tracce di un’indagine che resta «blindata» ma procede, come dimostrerebbero le indiscrezioni sugli atti all’attenzione del Riesame relativamente ad una vicenda parallela, molto probabilmente emersa nel corso delle attività. L’inchiesta era venuta alla luce già un anno fa. Nel marzo del 2017 le schede elettorali delle comunali del 6 giugno 2016 a Pago Vallo Lauro sequestrate dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Gli agenti agli ordini del vicequestore Michele Salemme hanno eseguito il decreto di sequestro firmato dai magistrati dell’ufficio coordinato dal Procuratore Aggiunto Giuseppe Borrelli, i sostituti Francesco Soviero e Simona Rossi, presso gli uffici governativi dove erano depositate. Il decreto di sequestro infatti si riferisce in particolare ad “anomalie” nel numero di preferenze ottenute da alcuni dei candidati successivamente risultati vincitori. Anomalie che erano state già segnalate dalla Squadra Mobile e dagli agentu del Commissariato di Polizia di Stato di Lauro all’indomani delle operazioni elettorali. Gli agenti agli ordini del vicequestore Aniello Ingenito avrebbero già dal giugno 2016 avviato le attività insieme al personale della Squadra Mobile, culminate ora nel sequestro delle milletrecento schede elettorali delle ultime amministrative. Già all’epoca del sequestro, infatti, si era parlato di verifiche sulle preferenze di due candidati nella lista Continuità e Progresso, stando alle indiscrezioni, nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia. Un voto «segnalato» da esponenti vicini alla camorra. Delle caratteristiche particolari emerse da intercettazioni ed indagini anche nelle precedenti vicende già finite al vaglio dei giudici.