Ferragosto di lutto e di angoscia 

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Viviamo tempi incerti. Molto difficili. La natura che si ribella. La burocrazia che nella sua inefficienza ha sostituito la stagione dei doveri. La politica che fa del populismo la sua ricetta senza regole. E altro ancora che turba gli animi e allontana il sorriso. La narrazione di queste ore ci consegna eventi di grande angoscia. Il ponte di Genova che crolla facendo vittime innocenti con quel cemento sfarinato che imbianca decine di corpi ormai senza vita; il terrorismo che con la sua follia stragista torna a Londra a minacciare le Istituzioni; la recrudescenza di guerre lontane e poco conosciute che insanguinano nazioni in cerca di libertà. E’ questo l’altro ferragosto, così distante dalla stagione dei vacanzieri, degli agriturismo che scoppiano di presenze, di strutture turistiche che registrano il pienone. E’ la vita che è così. Si divide tra gioie e dolori. Entrambi lasciano il segno. Su tutto la pausa ferragostana evoca la riflessione. Il ritorno ai valori è il primo traguardo da raggiungere. Su questo si fonda il bene comune. Per ottenerlo, ciascuno, nel proprio ambito, deve fare il proprio dovere nel rispetto dell’altro, senza farsi ubriacare dall’effimero potere che fa smarrire la strada maestra. Il dialogo, il confronto sono strumenti di pace contro i conflitti che seminano odio. Il ritorno alla responsabilità deve essere l’impegno da onorare. In queste ore il nostro pensiero va a Genova, a quelle strazianti immagini che hanno steso un velo di lutto su uomini, donne e bambini desiderosi di vivere. A loro ci inchiniamo deferenti.

di Gianni Festa edito dal Quotidiano del Sud