Crollo del ponte, Todisco: “Creiamo una banca dati campana”

0
29

«Una banca dati in continuo aggiornamento per racchiudere tutte le informazioni sullo stato dei ponti campani e di altre infrastrutture essenziali, utile a pianificare eventuali interventi per tempo e a fornire informazioni reali alla popolazione sotto shock». E’ quanto propone Francesco Todisco, consigliere regionale di Articolo Uno – Mdp del gruppo “De Luca Presidente”, dopo i tragici fatti di Genova. «Il crollo del Ponte Morandi nel capoluogo ligure, assieme alle notizie che ci giungono dal Molise, impongono una volta di più alle istituzioni di farsi carico di attività di monitoraggio, prevenzione e pianificazione. Le Regioni devono fare la loro parte all’interno delle proprie competenze. Dopo aver fatto tutto quanto necessario -prosegue Todisco- per mostrare vicinanza vera, concreta e non parolaia al dolore straziante delle famiglie delle vittime, la Regione Campania diventi laboratorio nazionale di politiche di monitoraggio e di controllo».

«Un’iniziativa istituzionale volta innanzitutto ad ottenere una radiografia precisa sullo stato dei nostri ponti e di tutte le strutture a servizio della cittadinanza e utile anche ad informare la popolazione che, dopo la tragedia di Genova, è comprensibilmente in preda al panico. Per questo –prosegue il consigliere regionale- invito la Giunta a costituire una cabina di regia che veda insieme Regione, Comuni, Genio Civile e tutti gli enti preposti, per creare un quadro chiaro ed aggiornato sullo stato delle nostre infrastrutture di collegamento. È necessario dar vita a una vera e propria Banca Dati per mettere a disposizione di tutti informazioni su manutenzione, interventi strutturali, verifiche periodiche e quanto altro necessario ad avere l’identikit preciso di ogni singola infrastruttura e a pianificare, per tempo, eventuali interventi. Si riprenda seriamente in considerazione la questione dei “libretti” dei fabbricati, pubblici e privati, in modo da conoscere lo stato di ogni singola costruzione sul territorio e sapere quali sono gli interventi da fare. Informazioni da comunicare costantemente alla popolazione che, dopo aver visto le immagini tragiche di Genova e pianto le sue vittime, è oggettivamente in preda al panico. Un panico purtroppo alimentato non solo da fondate preoccupazioni ma anche da chi, irresponsabilmente, nel mondo dei social network si improvvisa strutturista o geologo dando così il via ad un flusso incontrollato di fake news e conseguenti allarmismi infondati. Le istituzioni hanno il dovere di farsi carico di una corretta e reale informazione nei confronti dei cittadini che hanno il diritto a sentirsi sicuri».