Una riflessione per il riscatto del Sud 

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La ricerca affannosa di una leadership sarà il leit-motiv che attende la Campania nei prossimi mesi di campagna elettorale, in vista del total election day del prossimo anno.
Elezioni comunali, regionali ed europee saranno più di una “coincidenza astrale” per l’oroscopo della politica, non soltanto locale. Certamente saranno un banco di prova per testare la tenuta e soprattutto gli equilibri interni all’attuale “governo Lega- Cinquestelle”. La Campania é una regione determinante per lo scacchiere politico nazionale, anche se c’é da dire che ormai lo é soltanto per consistenza numerica in termini di voti. Paradossalmente é anche la regione che si ritrova privata di una vera leadership politica in grado di imporsi a livello nazionale. Le divisioni politiche e personali hanno sicuramente indebolito la capacità di esprimere una classe dirigente forte, incisiva. La competizione vissuta tra i vari esponenti politici e istituzionali, l’assenza stessa di veri leader sulla scena regionale sono alcune delle motivazioni che hanno contribuito alla progressiva marginalizzazione della Campania, che nel frattempo ha perso il ruolo-guida dell’Italia meridionale e dunque il proprio peso specifico politico. Napoli é ormai ex capitale di un Mezzogiorno appendice fastidiosa di un Paese che ha reciso il vincolo di unità, coesione e solidarietà. A proposito di Napoli, l’attivismo politico fatto registrare dal sindaco di Napoli rende sempre più plausibile le voci che accreditano una sua prossima candidatura alla presidenza della Regione. Queste voci di per sé non sembrano avere una grande eco, se non fosse per il fatto che De Magistris sta facendo sul serio e lavora da tempo ad un’alleanza tra il suo movimento e i Cinquestelle, che al momento hanno più di qualche difficoltà ad esprimere una propria leadership. I tempi sono ancora prematuri per parlare di vera e propria alleanza, ma il corteggiamento é in atto e non é detto che non si possa concludere con un fidanzamento tra il movimento Dema e Cinquestelle. Inutile attardarsi sugli altri fronti, considerate le enormi difficoltá delle altre aree politiche. Fin qui, come dire, la cronaca politica che fornisce più di qualche spunto di riflessione politica. Marco Rossi-Doria, recentemente, nell’indirizzare una lettera a Repubblica, chiedeva di “favorire non l’ennesimo dibattito centrato sui partiti o, peggio, sulle ambizioni o i limiti di questo o quel leader”, ma “una riflessione lontano da ogni demagogia, svolta a più voci, aperta, documentata, anche aspra se necessario ma di merito che può contribuire a suscitare un vero sussulto politico, un’agenda per il riscatto credibile”. Ricostruire una riflessione pubblica sul riscatto del Mezzogiorno e in particolare della Campania e di Napoli” e sulla leadership che dovrà guidare questa “fase drammatica”, ormai permanente, che sta vivendo Napoli, la Campania, tutto il Sud, é imprescindibile per tornare a ricollocare il Mezzogiorno al centro di una qualsivoglia strategia nazionale. La narrazione di questi anni racconta di un Sud precipitato a fondo, con la Campania a rappresentare il fanalino di coda di un Mezzogiorno, di una regione trafitta da mille tragedie, a cominciare dalla piaga ancora sanguinante dell’emigrazione. Parte di questo Mezzogiorno raccontato con la sua estrema solitudine, con le sue infinite partenze, con i suoi Sud ricostruiti “altrove”, è ormai soltanto una proiezione olografica di se stesso. A quale Sud, allora, rivolgersi quando si predica la litania del rilancio, della speranza di resurrezione, quando si ripete senza fine lo stucchevole refrain del cambiamento… della ricerca di nuove leadership. Quello che è rimasto, in definitiva, è un Mezzogiorno disilluso, disincantato, senza più pretese, dopo tante attese.

di Emilio De Lorenzo edito dal Quotidiano del Sud