La dieta Mediterranea come patrimonio dell’umanità, Coldiretti ricorda Vassallo

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Nella ricorrenza degli otto anni dalla tragica scomparsa di Angelo Vassallo, Coldiretti Campania ricorda la figura del sindaco di Pollica, che contribuì con un impegno costante al riconoscimento nel 2010 da parte dell’Unesco della Dieta Mediterranea quale Patrimonio Immateriale dell’Umanità. Proprio in una frazione del Comune cilentano, nel borgo dei pescatori di Pioppi, dimorò per 40 anni il biologo americano Ancel Keys, studiando accuratamente l’alimentazione della popolazione locale e giungendo alla conclusione che la dieta mediterranea apportasse benefici alla salute. A Pollica, presso Palazzo Capano, è ubicato il Centro Studi della Dieta Mediterranea, dedicato proprio ad Angelo Vassallo, il “sindaco pescatore”. Il Centro Studi elabora politiche per la divulgazione e diffusione della Dieta Mediterranea quale corretto stile alimentare, nonché patrimonio comune da custodire e valorizzare. Nella frazione di Pioppi è ubicato anche il Museo vivente della Dieta Mediterranea.

“Questa figura di amministratore locale – ricordano il presidente di Coldiretti Campania Gennarino Masiello e il direttore regionale Salvatore Loffreda – ha rappresentato con il suo impegno un esempio nella difesa del territorio attraverso politiche di sostenibilità ambientale. Il riconoscimento Unesco della Dieta Mediterranea è un fiore all’occhiello della nostra regione e dell’Italia nel mondo. Le scoperte di Keys nel piccolo comune salernitano sulle aspettative di vita e sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari hanno fotografato un modello nutrizionale che si basa su alimenti, derivati dall’agricoltura, dalla zootecnia e dalla pesca, consumati in accordo con la stagionalità e la biodiversità. La dieta mediterranea è l’opposto della standardizzazione dei sapori, dell’omologazione delle colture. Un valore che i nostri agricoltori esprimono nei mercati di Campagna Amica, raccontando in prima persona il lavoro che c’è dietro ogni prodotto. Proprio lo scorso anno abbiamo celebrato il secondo riconoscimento Unesco alla tradizione agroalimentare italiana nato in Campania, l’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani, a cui Coldiretti ha fortemente contribuito”.