Il centrodestra e il predellino di Salvini

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Con una clamorosa inversione a U, nella più classica tradizione dell’ “avanzata francese e ritirata spagnola”, Salvini ha corretto il tiro delle oscene e irresponsabili dichiarazioni su una inesistente “superiorità” degli eletti dal popolo rispetto alla forza della legge. E sull’altrettanto inesistente complotto antileghista della magistratura. Il cambiamento è stato propiziato da suppliche di origine diversa. Di Di Maio, preoccupato delle crescenti spinte per una possibile convergenza M5S-Pd, che lo vedrebbe fatto fuori. E di Giorgetti, timoroso per l’impatto della manovra sui mercati. Retromarcia troppo improvvisa e abborracciata per risultare davvero credibile. Essa costituisce solo un ulteriore capitolo della tragica deriva anti-istituzionale salviniana. E, con lui, di una parte sempre più arrembante e intollerante del Paese.

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A una lettura più politica degli avvenimenti, appare paradossale l’accanimento salviniano contro i magistrati. Infatti, è pur vero che con le recenti pronunce hanno stabilito che i proventi della Lega possono essere sequestrati ovunque siano “parcheggiati”. E questo, ovviamente, rende impossibile l’azione politica del partito. A meno che non abbia esito positivo la trattativa per una “rateazione” Tuttavia, egli forse proprio per questo dovrebbe essere loro grato. Infatti, ora ha la possibilità di varare una nuova formazione politica, di cui ha peraltro già depositato nome e simbolo. E perciò di avere il suo personale “predellino”. Questo gli aprirà davanti ulteriori praterie. Soprattutto rompere politicamente in via definitiva con il passato, con alcuni suoi “mantra, retaggi e scheletri. Andranno in soffitta le prosciugate ampolle, una volta con l’acqua delle sorgenti del Po, i ridicoli richiami neo-celtici, le xenofobie anti-meridionali e tutto l’armamentario obsoleto del carrozzone con cui per anni moltissimi elettori del nord sono stati ipnotizzati da quel grande illusionista e impostore politico che è stato Bossi. Ricordate quando si scagliava contro le famiglie del Sud, abituate secondo lui a vivere di sussidi ? Alla fine della giostra, invece, si è scoperto che era lui a farsi finanziare la sua con i soldi del finanziamento pubblico !

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Liberato dal peso (anche finanziario) del passato, e salvo ulteriori imprevisti, Salvini è ora padrone assoluto della nuova Lega Italia. E, dopo l’Opa su FI di fatto lanciata ma non dichiarata, potrà dedicarsi da posizioni di forza all’ idea più vicina alla sua concezione politica, cioè alla costruzione del partito unico del centro-destra. Ovviamente da lui guidato. Collegato con altri movimenti di destra europei, come hanno dimostrato l’incontro con l’ungherese Orban e l’abbraccio con Steve Bannon, ex guru di Trump e fondatore del network politico “The moviment”. Impegnati in una vasta opera di smantellamento dei valori e dei poteri dell’Ue. Le posizioni sempre più estremiste, xenofobe e quasi razziste di Salvini non sarebbero facilmente accettabili dalla residua parte di elettori moderati rappresentati da FI. Quest’ultima potrebbe uscirne ulteriormente falcidiata. L’ex Cavaliere sembra più possibilista, ovviamente in cambio del riconoscimento della sua posizione di padre nobile e di vantaggi in campo televisivo. Invece quasi tutto l’intero stato maggiore berlusconiano fa barriera contro una unificazione che rischierebbe di somigliare a una annessione. L’operazione di riavvicinamento tra gli ex partner del centro-destra non appare semplice, nonostante l’approssimarsi anche di un turno di regionali. Il permanere di forti perplessità nell’establishment e nell’elettorato forzista ovviamente crea più di un ostacolo sulla strada della ricostituzione di una possibile maggioranza di centro-destra.

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In proposito, forse per esorcizzare le voci di crescenti e insanabili dissapori con il M5S, lo stesso Salvini ha voluto riaffermare che l’orizzonte temporale dell’esecutivo rimane quinquennale. Fino alle prossime politiche. Tuttavia, non poche sono le incognite, con delle europee che si preannunciano di straordinaria importanza per la stessa esistenza dell’Ue. Il loro esito potrebbe cambiare – e radicalmente – le prospettive politiche !

 

di Erio Matteo edito dal Quotidiano del Sud