Salvini, la Campania e la questione rifiuti

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Ci voleva Salvini a Napoli per far tornare agli onori della cronaca il problema dei rifiuti in Campania che è irrisolto da oltre trent’anni. Anzi va aggravandosi anno dopo anno per le conseguenze funeste nella terra dei fuochi, dove continuano i roghi e le morti per tumore e i rifiuti che invadono le strade. Il Governatore De Luca, che in passato, da sindaco di Salerno, si è contraddistinto per decisionismo e per concretezza si è assopito al clima soporoso di Napoli e ha perduto la verve del fare! Il suo piano di smaltimento dei rifiuti, che sono a terra da anni imprecisati (oltre 20 milioni di tonnellate di mucchi di spazzatura indifferenziata) pur finanziato si è dimostrato un fallimento e delle nuove strutture, delle quali si discetta da anni, neanche l’ombra!
Riassumiamo il problema che questo giornale ha trattato infinite volte. In tutta la Campania c’è un solo termovalorizzatore, quello di Acerra, che non è sufficiente a bruciare neanche i rifiuti correnti perché la raccolta differenziata al sud è la più bassa d’Italia (il 37,6% rispetto al 64,2% del nord e al 48,6% del centro) e quando, a gennaio, si fermerà per la manutenzioni ordinaria si andrà nuovamente in emergenza che è ormai ciclica da oltre trent’anni! Salvini, che ha buon senso e sa parlare alla gente, l’ha capito subito, al contrario dei tanti politici e, purtroppo, di tanti ambientalisti che sull’argomento continuano a mantenere posizioni ideologiche contrastate dalla brutalità dei fatti e dalla realtà che pare immutabile L’ambiente si difende anche ricorrendo a misure eccezionali e a soluzioni di compromesso anche se non si condividono. Salvini ha detto che in Campania ci vorrebbe un termovalorizzatore per ogni provincia. Senza esagerare ne basterebbe almeno uno che avrebbe lavoro assicurato per almeno venti anni per smaltire i rifiuti che stanno a terra dopo averli differenziati. I termovalorizzatori di nuova generazione non inquinano più di tanto; separano la frazione umida che sarà lavorata nelle isole di compostaggio, che sono, peraltro, insufficienti in Campania. Il resto viene bruciato producendo energia elettrica e acqua calda. Speciali filtri trattengono le irradiazioni di gas nocivi senza farli propagare nell’aria. In Lombardia ce ne sono ben 13; 4 in Toscana, 3 nel Veneto. 2 in Puglia e Lazio, una in ciascuna delle altre regioni. I 5 stelle si oppongono alla costruzione di nuovi termovalorizzatori puntando a rifiuti zero ed al riciclo. Finora, però, in Campania, non si è cavato un ragno dal buco e dell’ambiente si continua a far scempio.  A questo punto è anche una questione di buon senso! Per De Maio gli inceneritori (non li chiama termovalorizzatori!) sarebbero solo un affare per la camorra, “Non c’entrano una beneamata ceppa” con il disastro ambientale! E poi non stanno nel contratto di governo! E’ l’ultima lite tra i due consoli che, non avendo quasi nulla in comune continuano a bisticciare e a stare insieme per l’assoluta mancanza di una alternativa e della debolezza dell’opposizione. In Campania non mancano solo i termovalorizzatori ma anche le altre strutture che, se fatte, occuperebbero molta forza lavoro, e darebbero al territorio e all’ambiente (fra i più belli del mondo) nuova immagine decente e farebbero aumentare i turisti. La camorra non può essere un alibi di comodo e andrebbe debellata a prescindere. De Luca è serafico quando dice che la posizione di Salvini è inaccettabile, che danneggia tutta l’Italia, che è inutile farne di nuovi perché in quelli del nord mancano i rifiuti da bruciare. Ma perché non manda quelli della Campania che nessuno vuole perché “sporchi”? L’Europa ha esercitato l’azione d’infrazione contro l’Italia per i rifiuti in Campania imponendo una multa di 22 milione e 200000 euro che dovremo pur pagare! Perfino il procuratore antimafia Cafiero De Raho ha detto che una soluzione va trovata perché abbiamo una situazione di emergenza ciclica, che le scelte del passato non hanno neanche avviato a risolvere. Noi intanto continuiamo a chiudere gli occhi e l’ineffabile governatore a pontificare ed offendere chi lo critica anche per la sanità, tra le ultime in Italia, dove trovano casa negli ospedali perfino le formiche!

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud