“Fuoco freddo”, Alessandro racconta i giovani di oggi

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Uno spaccato generazionale, perso tra incertezze e passività, alla ricerca di una redenzione. E’ il senso di “Fuoco freddo” del giovane regista Alessandro Guerriero, di scena domani pomeriggio, alle 16, al Partenio, nell’ambito di Spazio Campania, per il festival Laceno d’oro. Alessandro, laureato in Discipline arte, musica e spettacolo all’Università di Salerno, sceglie di puntare ancora una volta su un corto dai toni surreali per raccontare i giovani di oggi e il mito della creatività che sembra poter restituire senso al presente e al futuro. Protagonisti due giovani che condividono la stessa casa, uno aspirante artista, l’altro aspirante scienziato. Due universi profondamente diversi accomunati da una quotidianità fatta di noia e passività fino al confronto con un dipinto che aprirà loro nuovi orizzonti di senso. Allo sguardo di Alessandro  si affiancheranno “5X7. Il paese in una scatol” di Michele Citoni, “Due volte” di Domenico Onorato e “Berlin” di Licio Esposito. Particolarmente atteso anche il film di Michele Citoni, il cui racconto, in 37 minuti, si dipana attorno a una collezione di bellissime immagini del 1957 che unisce Frank Cancian, anziano fotografo e professore in pensione di antropologia, statunitense di origine veneta, agli abitanti del piccolo paese irpino di Lacedonia. Con il casuale ritrovamento delle 1801 fotografiescattate dal giovane Cancian in quel borgo rurale in cui era capitato quasi per caso, la storia riprende lì dove si era interrotta sessant’anni prima. E il filo dei ricordi si riannoda alle persone e ai luoghi, trascinando con sé alcune riflessioni essenziali sul modo in cui la fotografia possa farsi sguardo etnografico sulle piccole comunità.