La Pignata in Bellavista, una terrazza sull’Irpinia e laboratorio creativo di Guglielmo Ventre, oggi con…il Panettone

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Ariano Irpino (AV) nella fascia dell’Appennino Campano, quasi a cavallo tra la Campania e la Puglia tra pini rigogliosi, vedute sulla valle Ufita, e la possibilità durante la bella stagione di cenare all’aperto.

Lo chef Guglielmo Ventre

A guidare e a porsi in conduzione dell’intera brigata in cucina, il prode chef patron Guglielmo Ventre, validamente coadiuvato dal nume delle pizze e non solo, l’esperta pizzaiola Pina Pastore, dalle mani magiche e sapienti, capaci di esaltare impasti deliziosi. Tanta robusta tecnica di base, qui l’improvvisazione è bandita, e guizzanti tocchi creativi a comporre un’offerta calibrata, ben fatta e di gradimento per una clientela esigente e competente. La famiglia Ventre conosciuta da sempre per il ristorante storico nel cuore di Ariano, La Pignata, oggi gestita dal brillante Ezio Ventre, coadiuvato in cucina da sempre, mitica mamma Carmela. A differenza dell’avventuroso Guglielmo sempre pronto a nuove sfide.  Infatti, lo chef Ventre da circa tre anni si diletta anche nell’arte dei lievitati con il tradizionale dolce natalizio, il panettone o per dirlo alla milanese, il panettùn con canditi e uvette.

Iniziato tutto quale esperimento e gioco e soprattutto per i clienti, oggi una realtà “i panettoni artigianali della Pignata”. Che c’è di strano: anche i cuochi, gli chef nei loro locali a Natale e dintorni producono il panettone, magari pochi, in alcuni casi per i clienti, di più come in questo caso, che tutti gli amici vicini e lontani vogliono il panettone di Guglielmo. Guglielmo a differenza dei suoi colleghi che lo fanno “strano” o meglio con prodotti di nicchia dei vari territori, come può essere l’olio extravergine di oliva, ha voluto mantenere l’origine di questa preparazione in versione dolce. Cinque le tipologie che ha scelto di produrre quest’anno, partendo dal tradizionale e spaziando con frutta varia dalla candita, alla secca, cioccolati di vario tipo, creme di farcitura, insomma tradizione sì ma personalizzandoli, come da circa trent’anni avviene nei suoi piatti. Per Guglielmo Ventre questa è l‘innovazione.

Un tempo si diceva che un bravo cuoco si giudicasse dal piatto più semplice, come un uovo al tegamino o un piatto di pasta. Oggi si potrebbe dire che si misura la sua maestria e personalità anche nei piccoli dettagli, come la ricerca necessaria a sfornare un panettone. Il panettone del resto rispecchia la sua filosofia, solo prodotti di stagione, beh! A Natale il panettone è servito.