Premio Città di Conza, la poesia in difesa dell’identità

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La poesia come antidoto alla frammentazione del nostro tempo, in una società liquida dove tutto è sfumato, indistinto, incerto. Poesia che vorrebbe portarci verso un nuovo umanesimo, facendo riaffiorare non solo le voci più intime dell’anima, ma anche l’identità di un territorio dove chi esercita la poesia compie anche un gesto dell’anima, non cesella solo una parola.

In quest’ottica, si situa il Premio nazionale di poesia e narrativa “Città di Conza della Campania”, giunto alla quinta edizione. Tanti i nomi illustri che impreziosiscono anche l’edizione 2019, come Franco Arminio, Wanda Marasco, Maria Grazia Calandrone, Alessandro Di Napoli, Gianpiero Neri, per citarne solo alcuni. Una rosa di giurati che garantisce la serietà del premio stesso. Sabato pomeriggio, al Circolo della Stampa, la presentazione ufficiale. Hanno preso parte all’evento, Armando Saveriano, direttore artistico, Davide Cuorvo, poeta, Tony Lucido, referente Unpli Campania, Alessandro Di Napoli, critico letterario, Giuseppe Silvestri, presidente Unpli Avellino, Mario Perrotti, ex presidente di “Nuova Dimensione”, Antonella Petrozzino, presidente Pro Loco Compsa, Edgardo Pesiri, sindaco di Gesualdo. «La poesia conquista tutti gli spazi, anche se spesso è diventato difficile filtrare la vera poesia da eventi che esulano da essa. Dallo scorso anno, – ha ribadito Saveriano – si è aggiunta un’ulteriore sezione dedicata ai racconti brevi. Il Premio è caratterizzato anche dai cosiddetti Lauri. Abbiamo sempre avuto dei riconoscimenti non solo alla carriera, ma anche in memoriam, come riconoscimento postumo, per grandi talenti. Abbiamo fatto in tempo, ad esempio, a dare il Lauro d’oro a Grassi, poeta di Morra De Sanctis, quasi sconosciuto alla critica letteraria. Il Lauro d’oro è conferito per la carriera poetica, quello d’argento va ai poeti in attività, quello di bronzo, invece, è dedicato a chi si occupa di arti parallele, quali il canto, la musica, la danza, o anche di scienza o del sociale. Il nostro premio non è autoreferenziale, ma si fregia di voci importanti nel panorama nazionale, come quello della poetessa Wanda Marasco».

L’agone letterario è articolato in tre sezioni, poesia edita o inedita a tema libero, libro edito e racconti brevi. Davide Cuorvo ha sottolineato come il premio appartenga a coloro che profondono le proprie energie per la realizzazione della manifestazione, con il loro supporto, il loro talento. «Il premio porta il nome del luogo dove è nato, e si fregia del patrocinio dell’Unpli Campania, oltre che del sostegno dell’associazione“Logopea” , dell’amministrazione di Conza e delle Pro Loco di Conza e di Sant’Angelo dei Lombardi – ha ricordato – è una manifestazione che è cresciuta molto a livello di partecipazione di scrittori e di poeti» Importante anche l’intervento di Mario Perrotti che ha posto in rilievo come le differenze, anche quelle tra i talenti letterari, dovrebbero unire e ha ribadito la validità del concorso.

L’intervento di Giuseppe Silvestri si è soffermato sul ruolo dell’intellettuale nel nostro tempo «Abbiamo assistito ad un cambiamento radicale con la rivoluzione nell’ambito della comunicazione. Un tempo l’intellettuale era riconosciuto, era un riferimento culturale. Oggi non è più così. Devo dire che Pasolini aveva preconizzato tutto questo. Oggi l’intellettuale deve entrare nel tritacarne della comunicazione mediatica ed è talvolta in ritardo nella comprensione della realtà. Ritengo, invece, che debbano riappropriarsi del proprio ruolo di riferimento nella società. Voglio, inoltre, ribadire come sia fondamentale valorizzare le nostre risorse, i nostri prodotti. »Alla provocazione di Silvestri ha replicato Saveriano ribadendo come l’intellettuale debba avere il coraggio di amministrare e di esprimere l’autodirezione, in una società eterodiretta, a costo di scontrarsi con opposizioni. Tony Lucido ha ricordato come Avellino abbia smarrito il suo ruolo di guida dell’intera provincia, soprattutto a livello culturale e politico. «Se il mondo della cultura recuperasse il ruolo di autonomia, per garantire criticità ed anche libertà, andremmo nella direzione giusta. E’ opportuno creare una rete culturale – ha ribadito – per promuovere le realtà del nostro territorio. Questo premio dimostra proprio questa capacità». Come ha ricordato il sindaco Pesiri «La cultura è sempre alla base di una cultura progressista, senza cultura non siamo nulla. Riscontro un vero e proprio isolamento, un deserto che circonda la cultura. Il poeta deve colpire l’anima di chi ha di fronte o deve trasformarsi in interprete della società?». Petrozzino ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti un elemento prezioso per lo sviluppo dell’economia dell’intero territorio. Il critico Di Napoli ha ribadito come la nostra realtà non valorizzi i talenti locali e troppe invidie e rivalità lacerino il mondo della cultura: «Penso al caso di Carlo Muscetta ignorato da tutti nel decennale della morte. O, per arrivare ad un caso più recente, quello di Franco Arminio, che ha riscosso un successo nazionale, ma di cui nessuno si è occupato a livello locale. I poeti non cambieranno il mondo, ma ci permettono di vivere meglio». (Vera Mocella)