Riflessioni tra vacanze e riti 

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Il grande ponte vacanziero ci mostra solo una faccia della realtà ben più complessa. Da una parte esso induce alla riflessione sul valore economico che, in particolare nel Sud, produce. Fermandosi, però, alla provvisorietà senza programmazione. L’altra faccia dice, però, che in molte parti in questa Pasqua, purtroppo, si continua a morire. Il petrolio in Libia, e non solo, infiamma le coscienze. La fame e la povertà sono il segno di una diseguaglianza incolmabile. In questo mondo sempre più inquieto non c’è spazio per il dialogo, mentre le miserie umane hanno la meglio sui grandi progetti di resurrezione per le comunità. Il nostro Paese è attraversato da tensioni infinite con un governo gialloverde che produce quotidiani litigi, mostrando i limiti di una questione morale che scopre le debolezze della gestione del potere. I provvedimenti messi in campo, e quelli annunciati, sono all’insegna della incompetenza, dell’approssimazione e solo raramente vanno nella giusta direzione. La penalizzazione nei confronti del nostro Mezzogiorno continua imperterrita a provocare scippi, con la complicità di una classe dirigente meridionale distratta e con una popolazione che poco si impegna nel ricercare un ruolo di protagonismo attivo, abbandonandosi spesso ad un deteriore assistenzialismo. Nelle cifre vive la grande contraddizione tra realtà e speranza. Il provvedimento del regionalismo differenziato, con l’autonomia di alcuni territori, rischia di diventare una mina per la solidarietà nazionale e una grave violazione della Carta costituzionale. Il dibattito che si è messo in moto, dopo le non poche provocazioni del governatore Zaia, trova passive resistenze nel Mezzogiorno e, talvolta, complici ritardi di alcune regioni nell’accodarsi con richieste discutibili. L’assenza di un pensiero lungo nella politica produce populismo che allarga i propri orizzonti anche in quelle realtà un tempo sbeffeggiate da movimenti nordisti desiderosi di creare un nuovo potere. Tra vacanze e riti l’occasione è propizia per riflettere sul valore della resurrezione, soprattutto del Mezzogiorno.

di Gianni Festa