I cattolici e il futuro della città

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L’impegno del Circolo dei cattolici “Giorgio La Pira”, per la rinascita civile, culturale e sociale della comunità avellinese è contrassegnato da una lettera programmatica ai candidati ed elettori della prossima competizione amministrativa. Si tratta di un messaggio culturale e politico che sarà illustrato e consegnato ai destinatari nel corso di un incontro presso l’ex Chiesa del Carmine di Avellino – adiacente al Palazzo Comunale – organizzato alle ore 16,30 del prossimo sedici maggio. Saranno presenti i candidati – sindaci e consiglieri – di tutte le compagini concorrenti per la prossima amministrazione comunale. I lavori, coordinati dallo scrivente, saranno preceduti dal saluto di Michele Zappella, coordinatore del Circolo dei Cattolici. Seguirà la lettura della lettera-messaggio e l’auspicato riscontro dei candidati presenti. Il nucleo tematico del documento sarà lo sforzo necessario per la riuscita civile, culturale e politica del tessuto comunitario della città di Avellino attraverso l’attenzione al comune sentire, ai costumi significativi, alle usanze e alla domanda sociale complessiva della stessa comunità. L’ipotesi antropologica-culturale del Circolo dei Cattolici è partire dalla persona per far rinascere la comunità su basi valoriali attraverso il paziente e permanente sforzo formativo della democrazia associativa. Sarà ribadita l’esigenza di una amministrazione che si riappropria del ruolo primario di programmazione e di regia della sfera politica, evitando il rischio di essere fagocitata dal potere burocratico. La questione giovanile, la fuga delle energie migliori, la disoccupazione e il clientelismo diffuso saranno tra i tanti problemi prioritari che la nuova amministrazione dovrà affrontare. “Avellino città dei piccoli”, sarà una proposta programmatica per un’attenzione particolare per i “piccoli” intesi non solo dal punto di vista anagrafico, ma come coloro – di tutte le età – che non hanno voce e rischiano di costituire “lo scarto” di cui parla ricorrentemente Papa Francesco. “Avellino città che respira” costituisce una sollecitazione, per una scelta prioritaria della futura amministrazione con una efficace programmazione di potenziamento delle reti pubbliche dei traporti urbani e la predisposizione dei parcheggi sufficienti a costi minimi per scongiurare l’uso continuo delle autovetture. Il confronto propositivo con i candidati avrà come segmento tematico conclusivo “Avellino città bella”. Il perché di questo auspicato percorso amministrativo innovativo è sotto gli occhi di tutti: la costruzione urbanistica post-terremoto non ha privilegiato l’armonia dei criteri estetici complessivi dei punti nevralgici della città, Corso Vittorio Emanuele e Piazza Libertà. Si avverte immediatamente che la bruttura architettoria non è animata da nessun elemento di comunicazione e messaggio. Ai futuri amministratori viene ricordato quanto Democrito – già 400 anni prima di Cristo – nonostante la sua visione del mondo complessivamente meccanicistica, diceva che: ” Le grandi cose nascono dalla contemplazione delle cose belle”. Una comunità che vuole rinascere non può non contemplare le cose belle che parlano all’anima. A tal proposito, frattanto, non è casuale che nonostante le disattenzioni passate – nel numero di maggio della rivista “Bell’Italia” – edito dalla Mondadori – viene delineato un significativo itinerario alla scoperta dell’anima antica della città di Avellino.

di Gerardo Salvatore