Il cavalierato? Addio… Speriamo non per sempre

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di Monia Gaita

Auguri a tutti i generosi, quelli che danno senza misura, quelli con le finestre del prodigare mai ostruite dalla neve.

Confesso, ho sempre avuto disprezzo per i tirchi, quelli che non pagano al bar o fanno i distratti al ristorante.

Quelli che spostano le tegole della galanteria e lasciano che a offrire siano le signore.

Certo, abbiamo voluto la parità, ma questo non significa cancellare quel codice non scritto di “norme di gentilezza” che è alla base del rapporto uomo-donna.

Vediamo troppi taccagni in giro, e forse il garbo di un tempo non esiste più.

L’avarizia non censisce solo i difetti del portafoglio, è pure lei un difetto del cuore, della capacità di accogliere ed abbracciare il mondo.

Il taccagno mette a nudo molti travetti marci della sua personalità, il più inquietante dei quali è l’egoismo.

Le corolle di ogni suo gesto volgono sempre la faccia verso sé stesso, verso il proprio comodo, chiuso rifugio individuale.

Una nutrita fiumana di fidanzate, mogli e amanti, subisce la frustrazione della decadenza degli ordini cavallereschi, nei pitocchi dell’attuale società.

Gli ideali di fede, lealtà, coraggio e onore hanno fatto la valigia da tempo, retrocedendo verso un confine di acciacchi e spaccature, al punto che il tentativo di praticarli, rischia di coniare una moneta fuori corso.

Ecco perché vanno elogiati i cavalieri, quelli che sanno baciare non solo con le labbra, ma con la bocca di un segno d’amore: un anello, un profumo, un libro, una maglia, una sciarpa, una collana.

Un caffè per dire “ti voglio bene”.

Quelli che mettono in risalto la matrice favolosa e artistica del dono.

Donare è un’arte che passa dal filtro dell’interiorità a quello dell’esteriorità fungendo da marchio indelebile all’animo nobile.

A tutte le donne, mie amiche di genere e di sangue: attente agli autoriferiti, agli autoavviluppati, a chi confisca l’altruismo, a chi accumula deserti che non potrà riscuotere.

Badate all’epidemia degli scrocconi, restatene alla larga!

Che il nuovo anno vi porti incontri belli, eroi rassicuranti, un principe con l’elmo e la corona che condanni la spilorceria di qualunque colore.

Un felice 2020 ai lauti e ai sorridenti!