Acqua pubblica: la posizione della Uil

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Un dibattito pubblico sull’acqua in Irpinia e Sannio
Brindare con l’acqua dicono porti male, e pare che i marinai statunitensi se ne guardino bene, forse solo perché preferiscono un buon vino , che a ben guardare in Irpinia ed anche nel Sannio non dovrebbe mancare, anche per chi attento alle sorti dell’acqua potrebbe perfino professarsi astemio, pur di far festa con l’acqua. E’ cosi che apre la nota del Segretario Generale UIL Luigi Simeone secondo il quale il dibattito di questi giorni sul futuro delle acque a Benevento e Avellino, si dipana nell’angusto spazio identificato forse ad arte tra:
• L’ ineludibilità dell’accordo tra Gesesa e Alto Calore ( per tenere in vita le attuali concessioni e quindi allargando anche quelle di Gesesa sull’intero territorio dell’ ATO, senza gara);
• Lo spauracchio della gara europea che dovrebbe determinare:
• il dissesto per tantissimi comuni, chiamati a ripianare le perdite di Alto Calore destinato a dissolversi;
• la discesa dei galli, dei romani o dei meneghini , con la privatizzazione di un servizio che la legge impone pubblico;
• la estromissione ( in alcuni casi anche auspicata) dei Comuni da ogni forma di responsabilità e protagonismo nella programmazione e gestione dei Servizi pubblici a partire dall’acqua.
Ora anche volendo stare dietro alle tattiche, -continua Simeone -ci sembra poco probabile che si possano costruire progetti industriali ( perché è di questo che si dovrebbe trattare) tra minacce e finzioni, tralasciando volutamente di parlare delle tariffe e della loro considerevole differenza, o del soggetto giuridico da costituirsi e dei pesi e titolarità che in esso dovranno esercitare gli attuali soggetti adesso rappresentati nelle due S.p.A.
Costi, tariffe, diritti dei cittadini, tutele del lavoro e del patrimonio naturale e della rete, devono essere chiaramente posti alla base di ogni ragionamento, riscontrando il dettato legislativo che nel rispetto del quesito referendario deve innanzitutto determinare le tutele dei cittadini e dei lavoratori, prima ancora di quelle delle società e delle amministrazioni, che non si possono tutelare e salvare con l’antica disfida tra pubblico e privato, spesso fautrice di costi, sprechi e disservizi, che ricadono sempre sui cittadini e mai sugli amministratori. Un dibattito pubblico senza finzioni di aggressori e aggrediti, ma con numeri certi, patrimoni a confronto, valori della produzione, assetti societari, tariffe, know how e progetti di sviluppo dei servizi e della rete, possono convincere e vincere la sfida che abbiamo davanti a cui nessuno può sfuggire con slogan e precondizioni che non incanteranno i cittadini e tantomeno i lavoratori, conclude la Uil.
IL SEGRETARIO GENERALE UIL
Luigi Simeone