Ad Ariano una santa messa per benedire le coppie di fidanzati. Il vescovo Melillo: apritevi all’ascolto dell’altro. No all’amore sbagliato

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Sarà il vescovo di Ariano Sergio Melillo a presiedere giovedì 15 febbraio, alle 20, presso il Santuario diocesano “Madonna di Fatima” di Ariano Irpino, la Santa Messa dedicata alle coppie di fidanzati. Al termine della celebrazione riceveranno la benedizione.

Una cerimonia per celebrare un santo che è patrono dell’amore e racconta il valore della famiglia. Il vescovo Melillo si conferma particolarmente attento alle nuove generazioni. Ha più volte sottolineato l’importanza di non lasciare sole le giovani coppie in tempi difficili come quelli che oggi viviamo e soprattutto in una terra come l’Irpinia costretta a fare i conti con emergenza come spopolamento, carenza dei servizi e disoccupazione. Di qui la necessità di una rete che unisca istituzioni e diocesi per dare speranza ai giovani che hanno voglia di costruire il loro futuro in Irpinia.  Domani, invece, in cattedrale si terrà la rituale celebrazione eucaristica in occasione del Mercoledì delle ceneri presieduta dal vescovo.

Una cerimonia, quella dedicata alle coppie dei fidanzati, preceduta da una lettera indirizzata ai fedeli: Carissimi fidanzati e fidanzate, prendo in prestito le parole del cantautore napoletano Gnut:

“Pecché ammore quann’è ammore

E tutt’o riesto ‘nze ne ‘mporta

Ha dda dà cunto sulo ‘o core

E piglia ‘e pietto pure ‘a ciorta”.

Il ritornello di questo brano riporta in maniera poetica la promessa d’amore da sempre celebrato nel sacramento deli matrimonio. Ecco mi sento, in questi tempi traballanti, confusi, precari, di ricordarvi questo. E nel farlo però di mettervi anche in guardia da quei casi estremi dove il troppo amore ci induce nello sbaglio estremo. Nell’anno appena passato, troppi sono stati gli esempi di amore sbagliato, di ossessione irruenta che la realtà che ci e vi circonda, vi ha lasciato. Quello che vi invito a fare è di abbandonare quell’idea irrealistica dell’amore e tornare a credere in quei concetti semplici che fanno di un rapporto una trave portante su cui costruire il proprio nucleo. Nel farlo però vi invito anche a una profonda riflessione interiore alla ricerca dentro il singolo di quegli atti d’amore sano, reciproco e sincero, abbandonando invece l’ego e l’egoistico, apritevi al vostro ascolto, ma soprattutto all’ascolto dell’amato/a. Solo cosí l’amore vero riesce a sopravvivere e sbocciare in ogni relazione affettiva. L’amore sponsale cristiano “… è come una finestra illuminata in una notte buia… è una quiete accesa.” ( G. Ungaretti) che vive  nella sua dimensione umano-divina, nello scorgere  il Volto di Dio nell’amato/a, attraversando insieme la vita. Vi benedico con cuore di padre”