Al Museo archeologico di Taurasi cultura e natura vanno in mostra

Domenica 3 dicembre taglio del nastro della mostra di Emiliano Stella: un dialogo riflessivo tra la contemporaneità e l'arte classica così da offrire uno sguardo unico sulla sacralità del linguaggio artistico

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Il M.A.T. s’illumina d’arte. Domenica 3 dicembre il Museo Archeologico Taurasi ed il Castello Marchionale apriranno le porte ai visitatori con una novità. Le sale saranno arricchite della presenza delle opere dell’artista Emiliano Stella che, attraverso un richiamo in chiave contemporanea al tema della natura e dell’arte classica, esporrà sei opere con un unico filo conduttore: la sacralità del linguaggio artistico.
L’artista contemporaneo, sensibile ai temi d’attualità, mette in scena, su uno sfondo tutto oro, quattro figure femminili ispirate a muse e grazie dell’arte classica che mostrano allo spettatore simbologie legate alla natura e alle quattro stagioni, specifiche di un tempo che sta via via scomparendo.
Stella invita così gli spettatori ad immergersi nella sacralità del linguaggio artistico e si domanda se esso è ancora il viatico di riflessioni e prese di coscienza possibili.

Nella cornice del Castello Marchionale, un satiro ed una driade accoglieranno i visitatori per dialogare con le quattro visioni concepite da Emiliano Stella: artista che vanta un background di oltre 20 anni di esperienza in esposizioni (tra cui la collettiva “Fragile Living” di Berlino, la partecipazione alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e la Mostra permanente all’Istituto Banco di Napoli – Fondazione).

La mostra sarà visitabile dal 3 dicembre all’ 8 gennaio, il sabato e domenica dalle 10:00 – 13:00 / 15:30 – 19:00 dal lunedì / venerdì 15:30 – 19:00 su prenotazione chiamando il 338 496 7543 oppure il 366 102 8756.
Il vernissage, invece, è in programma domenica 10 dicembre 2023, alle ore 11.00: intervengono Antonio Tranfaglia, sindaco di Taurasi, a cui sono affidati i saluti istituzionali. Introducono la cerimonia d’inaugurazione il professore Flavio Castaldo, direttore del M.A.T. e l’architetto Giovanni Casparriello.