Al teatro Gesualdo stracolmo Pio e Amedeo ironizzano sulla svolta anti-trash di Piersilvio Berlusconi

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Un teatro Gesualdo, strapieno e sold out, ieri sera per lo spettacolo di Pio e Amedeo, che non hanno deluso le attese.  Due ore filate di racconti, canzoni, battute, rigorosamente politically incorrect, sul fil rouge della “libertà di parola”. E il duo, al secolo Pio D’Antini e Amedeo Grieco, ne ha un po’ per tutti, da Piersilvio Berlusconi-Che Guevara che un giorno ha deciso “di cacciare tutte quelle con la B: Belen, Blasi e Barbara D’Urso” a Matteo Salvini, che in un ipotetico 2036 dove vige il Regime del politically correct è condannato a guidare i traghetti avanti e indietro sullo Stretto di Messina.   In prima fila anche il sindaco di Avellino Gianluca Festa  che Amedeo ha definito bello quanto “Luca Argentero”.

Pio e Amedeo sono in crisi: da quando Pier Silvio Berlusconi è subentrato alla dirigenza di Mediaset, la vecchia linea editoriale sembrerebbe in discussione. Che fare? Innalzare la qualità degli spettacoli, a rischio di colare a picco nello share o continuare a intrattenere con un profilo culturale ritenuto basso? Stretto da questo dilemma, Amedeo finirà in terapia da Pio che, scimmiottando il noto psicologo Paolo Crepet, lo farà riflettere sulla piega presa della società. Amedeo, perciò, esprimerà il suo punto di vista sulle donne che esageratamente vedono nel sesso maschile una costante minaccia, sugli ambientalisti che assumono comportamenti estremi o sul concetto della fluidità di genere. Ancora, Amedeo accusa Pio di aver dimenticato le origini foggiane  e di essersi adeguato allo stile di vita milanese, solo apparentemente interessante. Alla fine dell’esibizione, entrambi i comici hanno invitato il pubblico a non considerare il successo come un obiettivo sano.

In scena scorre anche la carrellata di chi in questi anni di tv tra Felicissima sera ed Emigratis li ha criticati, come Bianca Balti, o di influencer come Giorgia Soleri. “Non puoi dire di esser stata la prima a sfilare con i peli alla Mostra di Venezia – dice Amedeo – Di tanti problemi che hanno le donne, davvero l’emancipazione femminile dovrebbe passare da lì? Certe frasi sui social le vedo più come provocazioni acchiappa like. Non intravedo un lavoro dietro”. In scena citano anche Fedez. “Ne avremmo tante anche per lui, ma visto quello che sta passando c’è qualcosa che si chiama ‘rispetto'”, dicono al pubblico portando i loro auguri  dal secondo intervento subito dal rapper. ”  L’ultima parte dello spettacolo proietta invece il pubblico nel 2036. Qui Pio e Amedeo si risvegliano con la voce di Chiara Ferragni, che ordina loro di fare un balletto su Tik Tok. E’ chiaro il riferimento alla dittatura social che sta ormai cannibalizzando intere generazioni. C’è anche spazio però ai ricordi, ai sentimenti. Pio e Amedeo con la voce rotta dall’emozione ricordano i loro familiari morti prima che andasse in scena questo spettacolo. Un momento emozionante che viene interrotto dallo scroscio di applausi riservato loro al termine dello spettacolo.

Michela Della  Rocca