Alta Irpinia: Progetto pilota e scuola

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Caro Direttore, il 14 ottobre scorso sono stato alla riunione dell’Area Pilota Alta Irpinia, per parlare di scuola, delegato dal Sindaco di Calitri. Come mostra la foto pubblicata dal Suo giornale il giorno successivo, sono stato anche ascoltato; tuttavia, dalle cose sentite, non credo che sia stato veramente capito, perché ho indicato una condizione delle nostre comunità così difficile [precomatoso!] tale da richiedere quello che io chiamo "la mossa del cavallo"; ossia, ciò che in linguaggio meno fantasioso i presenti hanno definito "straordinarietà", senza, però, indicarne in concreto. Non ne faccio una questione nominalistica, ma la mia unica preoccupazione sta nel fatto che i giovani laureati vanno via, e, se questo avverrà ancora nei prossimi anni, avremo i nostri paesi vuoti o abitati da vecchi, visto che i giovani laureati sono in grado di attivare un intero ciclo economico, che altre figure sociali non possono attivare [il laureato ha bisogno dell’elettricista, il contrario, no!]. Quindi, tutte le scelte che si intendono fare – dalla formazione dei docenti, all’alternanza scuola lavoro dei ragazzi, a “scuola viva” – dovranno prevedere necessariamente il coinvolgimento, se non l’occupazione, dei giovani laureati. Non ho avuto il tempo di spiegare come fare, non solo perché ho abusato della pazienza di ascolto, ma anche perché ho netta la sensazione che, in fondo in fondo, tante possibilità di azioni in deroga non ve ne siano. Se è così, però, e lo dico con rammarico, non andremo lontano; anzi, rifacendo gli stessi passi arriveremo esattamente dove siamo: qui! Cosa propongo, in concreto? 1) Non finanziare con 800.000 euro altri 15 progetti di “scuola viva” [15×55.000 euro] poiché è del tutto inutile, considerato che quasi tutti i comuni dell’Area Pilota sono già coinvolti dai finanziamenti di “scuola viva” regionale da poco approvati! anche solo a volerne risparmiare 5, avremmo 250.000 euro disponibili per le altre azioni. 2) Utilizzare per l’aggiornamento del personale, oltre ai 120.000 euro previsti, anche buona parte di questi 250.000 euro. Infatti, questa nuova cifra consentirebbe una formazione adeguata al target di docenti esistenti nelle nostre scuole in centri di formazione stabili e disponibili nei vari mesi dell’anno, e non solo per periodi precisi, che non sempre sono corrispondenti alle necessità di docenti ultrasessantenni e in gran parte di genere femminile, ormai nonne. La mia proposta è di individuare tre sedi per costituire tre centri di formazione in Alta Irpinia, gestiti da almeno tre giovani laureati ciascuno, con contratti di 10.000 euro, per una spesa totale di 90.000 euro. 3) Per l’alternanza scuola lavoro, la scheda propone una spesa di 300.000 euro per contribuire alle spese di tutor aziendali, trasporti e rimborsi agli alunni. In realtà, ciò che manca alle scuole è essenzialmente la conoscenza di aziende, Enti, Associazioni, liberi professionisti disponibili a partecipare all’alternanza. Questo ruolo dovrebbe essere svolto dalle Camere di Commercio, che tuttavia non l’hanno svolto nello scorso anno. Inoltre, si tenga conto che gli uffici amministrativi delle scuole hanno il compito di curare tutti gli aspetti burocratici, sia per avviare i rapporti con gli interlocutori e sia per rendicontare al MIUR su piattaforma on line. Ebbene, dei fondi risparmiati da scuole vive, si potrebbero trovare altri 90.000 euro per pagare borse di studio a giovani laureati da distribuire in tre distretti in cui dividere l’Alta Irpinia per creare una base di dati di disponibili all’accoglienza, avviare le operazioni di convenzioni in accordo con le singole scuole ed indirizzi, pagare e rendicontare [ ovviamente ogni scuola avrà almeno un docente ed un amministrativo interlocutori dei giovani, ma potranno condividere l’impresa senza soccombere!]. Bene, io la mia l’ho detta a Nusco e l’ho chiarita ora, ma non ho poteri decisionali. Chi li ha, li eserciti. Vediamo se saremo capaci di essere finalmente utili alle nostre terre, al di là dei proclami.

Gerardo Vespucci DS IISS A.M. Maffucci di Calitri reggente dell’IC De Sanctis di Caposele

edito dal Quotidiano del Sud