Andar e oltre 

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Ora occorre andare oltre. Oltre le parole, le intenzioni, le ambizioni personali. Oltre una campagna elettorale che non è stata proprio il meglio che gli avellinesi avrebbero meritato. Andare oltre dimenticando insulti, offese, cadute di stile. E’ necessario creare un clima diverso, di collaborazione, di impegno collettivo. Bisogna andare oltre per entrare nel ventre molle della città in agonia. Per capirne i bisogni, per curarne i mali, per non farsi rubare la speranza. Chiunque vinca deve sottoscrivere un patto d’onore con i cittadini i quali reclamano onestà, trasparenza, legalità. Ripartire da qui per recuperare dignità e identità smarrita. Oltre significa politica del fare. Riannodando i fili spezzati di un percorso da anni interrotto. Avellino è cresciuta nel disordine, nella confusione, quasi senza futuro. Rincorrendo le emergenze. Occorre recuperare un ruolo oltre la cinta municipale. Bisogna alzare il livello di sicurezza contro il pericolo della malavita che si sta espandendo per l’invasione della criminalità proveniente dalla fascia costiera. Andare oltre nello sviluppo. Cogliere l’occasione delle aree vaste per disegnare i nuovi confini del futuro. Andare oltre superando il deteriore campanilismo. L’Irpinia, Avellino, Ariano hanno bisogno di ricollocarsi nel migliore e nobile filone meridionalista. La città deve diventare faro del pensiero. Il passato sia monito per il futuro. Per questo occorre andare anche oltre le rituali cerimonie per celebrare gli anniversari e impegnarsi perché le lezioni delle sue migliori energie intellettuali siano l’orizzonte a cui mirare. Francesco De Sanctis, Pasquale Stanislao Mancini, Guido Dorso, Carlo Muscetta , e tanti altri pensatori rigorosi di questa terra, ci hanno detto con le loro opere che il Sud per rinascere ha bisogno di una classe dirigente capace di andare oltre la stanca lamentazione, le piccole furbizie, i mediocri patti scellerati. Andare oltre il presente significa recuperare con grande fatica e notevole umiltà i valori perduti: la solidarietà, il bene comune oltre l’egoismo, per restituire alla comunità quel corale civismo nel quale si dispiegano volontà oggi sommerse. Andare oltre le separatezze tra Istituzioni e cittadini, oltre quelle logiche di potere che offendono il merito e umiliano i migliori. Andare oltre il concetto di appartenenza inteso come circolo chiuso e vizioso per aprire all’orgoglio di sentirsi parte di un percorso di rinascita. L’Irpinia ha bisogno di tutto ciò. Per ottenerlo deve necessariamente andare oltre il presente. La realtà è drammatica. Il lavoro che non c’è, la fuga dei cervelli per terre assai lontane, la povertà che pervade gli strati sociali più deboli, lo sviluppo che non decolla, salvo rare eccezioni, sono fattori negativi che alimentano le sofferenze. Per andare oltre questi mali è urgente che chi vive il territorio lo adotti per renderlo migliore. Lo difenda, lo trasformi iniettando energie positive. Da questo punto di vista anche il richiamo alle urne di una comunità diventa un’occasione di riflessione e giammai una sfida muscolare. Andare oltre significa caricarsi di una grande responsabilità verso chi si amministra, impegnarsi per costruire una realtà nella quale la sapienza, la pazienza, la fatica, il dovere e il rispetto dei diritti altrui siano riferimenti costanti per onorare il mandato di rappresentanza. Andare oltre il disfattismo di maniera significa anche esercitare il diritto inalienabile di recarsi alle urne. La partecipazione è il sale della democrazia, è il coraggio delle scelte, è la difesa della propria autonomia di pensiero. Il resto è apatia, indifferenza, barbarie e decadimento. Andare oltre é testimonianza di amore per la città che attraversa un difficile momento. Si può, si deve. Tessendo nuovi rapporti con la Regione, il governo nazionale, l’Europa. Andare oltre per consegnare alle future generazioni non solo un sogno possibile, ma una realtà diversa. Ecco perché andare oltre è un dovere di tutti.

di Gainni Festa