Anno nuovo, governo vecchio

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Il nuovo anno sarà migliore di questo che se ne va? Secondo le previsioni del Premier Conte il 2019 sarebbe stato un anno “bellissimo”. Non lo è stato ed i lati negativi sono di gran lunga superiori a quei pochi positivi. E’ stato un anno mediocre. Il nuovo governo giallo rosa, che ha sostituiti quello giallo verde. Il nuovo governo giallo rosa, che ha sostituiti quello giallo verde, con il PD a posto della Lega e con lo stesso Premier Conte, non ha prodotto un cambiamento. La maggioranza continua ad essere litigiosa e a non trovarsi d’accordo su nulla. Il 2019 è’ stato un anno mediocre. La crescita si è attestata sullo 0,1%, inferiore alla media europea, il debito pubblico ha toccato i 2.500 miliardi di euro e il deficit (rapporto debito PIL) è arrivato al 135%. Lo spread, che era sceso a 165 punti alla nascita del nuovo governo, è risalito a 250. Secondo il Governo nel 2020, la crescita dovrebbe essere dello 0,6% e il debito pubblico dovrebbe restare sui livelli, pur elevatissimi del 2019. Le aziende che chiudono battenti e si trasferiscono all’estero, sono tante e il patrimonio industriale e imprenditoriale del Paese si impoverisce ogni anno di più. I tavoli di crisi aperti riguardano diecine di migliaia di lavoratori e aziende importanti come la Whirpool a Napoli e l’ex Ilva a Taranto. Secondo Paolo Mieli il prossimo anno non dovrebbe riservare novità rispetto a quello che sta per chiudersi. Secondo lo scrittore Maurizio De Giovanni il 2019 è stato un anno orribile. “Hanno vinto ipocriti e cattivi … Abbiamo creduto alla bugia, trasformato i migranti in invasori”. Per don Ciotti occorre “arrestare un’emorragia di umanità”. Secondo molti sociologi e analisti politici, con il cui giudizio concordiamo, questi sono gli anni della politica del rancore e la crisi che attraversiamo bon è soltanto una crisi economica ma soprattutto sociale e culturale. La frattura che si è venuta a determinarsi nella società è molto rilevante e l’improvviso quanto imponente popolo delle sardine che sta riempiendo le piazze è un sintomo che non dovrebbe essere sottovalutato. In Campania il 2019 è stato un anno uguale ai precedenti. Nessun problema è stato risolto, a cominciare dall’emergenza rifiuti che, nonostante i proclami, i piani e le promesse del governatore sceriffo, non è mai finita. Secondo Report esistono 3.500 siti abbandonati e la terra dei fuochi continua a bruciare (30% dei roghi in più); la disfunzione nella Pubblica Amministrazione non subisce soste e la corruzione è una componente del sistema come l’assalto alla diligenza pubblica; buona parte dell’economia è illegale e la criminalità impazza sovrana. I personaggi politici, e non solo, rispecchiano la crisi morale e culturale del Paese. Da Salvini (il proclama del Papeete, e la richiesta dei pieni poteri), il politico delle “balle spaziali” o il “cazzaro” come lo definisce Scanzi, continua ad avere un successo del tutto immotivato ed ingiustificato, come la “fascistella” Meloni che fa rimpiangere non solo Fini ma perfino Almirante. Lo spregiudicato Renzi, statista d’accatto, sacrifica il bene del Paese alla propria ambizione. Il “bollito” Berlusconi, imperterrito, continua a reggersi sul foglio in bianco che regge tra le mani e il solo Bruno Vespa, maggiordomo del potere in servizio permanete effettivo, continua a prendere in considerazione. In Campania l’ineffabile governatore sceriffo, prepotente ed arrogante vuole ricandidarsi a tutti i costi. I personaggi positivi che onorano l’Italia non sono molti. Ci piace ricordare, innanzitutto Papa Francesco, la senatrice Giuliana Segre, l’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, il procuratore della Calabria Gratteri, il procuratore di Palermo Di Matteo. I buoni politici si contano sulle dita di una sola mano: Bersani e, in parte, Zingaretti che non si decide, però, ad aumentare il passo e lasciarsi indietro definitivamente il passato. La speranza è nell’animo umano e speriamo non ci abbandoni!. Buon anno ai lettori del Quotidiano e a quei pochi (purtroppo!) che leggono i giornali ed i libri.

di Nino Lanzetta