Antenna a rione Tuoro Cappuccini ad Avellino, monta la protesta dei residenti: “Sindaco e giunta comunale intervengano con lo stop ai lavori”

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Proteste a rione Tuoro Cappuccini per la realizzazione di un’antenna di telefonia mobile. I lavori per l’installazione  vanno avanti senza sosta e, nelle ultime ore, hanno pure subito un’accelerazione.Nel cantiere è infatti spuntato un palo, di una trentina di metri di altezza, sul quale dovrà essere montato l’apparato per la trasmissione delle onde elettromagnetiche.

I residenti della zona, che hanno denunciato l’avvio dei lavori, sostengono che si tratta di un ennesimo impianto nella zona che aumenterebbe i campi magnetici nell’area. I cittadini, che  hanno dato vita a un Comitato e lanciato una petizione online, non demordono. Il loro obiettivo è sempre quello di ottenere dall’ente di Piazza del Popolo dei  lavori  in corso nell’area alle spalle di via Carlo Barbieri.

“La zona ospita – affermano i residenti- l’Ospedale Moscati, il Centro polivalente di riabilitazione Australia, l’Asilo infantile “Accademia dei giorni felici”, l’RSA “Il Roseto” e l’Asilo infantile V Circolo G. Palatucci, per non parlare dei numerosi altri edifici scolastici pubblici.

“Tutti soggetti “fragili” (bambini, anziani, malati), direttamente esposti agli effetti nocivi derivanti dalle onde elettromagnetiche, già generate dalle antenne preesistenti, a cui – sottolinea il comitato – si aggiungerebbe quest’altra in fase di realizzazione in prossimità di via Carlo Barbieri.

“La scelta effettuata da un gestore telefonico, senza nessun confronto con l’autorità pubblica e con le strutture interessate (sanitarie, scolastiche, del terzo settore), è inaccettabile oltre ad essere in palese contraddizione con i principi espressi dal “Regolamento comunale per l’installazione e l’esercizio degli impianti di tele-radiocomunicazione nel territorio comunale di Avellino”.

“Il Regolamento stabilisce che quest’area, proprio per la presenza di strutture sensibili come ospedali, scuole, asili ed RSA, vada considerata come ‘Area di attenzione, in cui è obbligo del Comune garantire la minimizzazione delle esposizioni e quindi del rischio. Si ricorda che l’esposizione costante ai campi elettromagnetici a radiofrequenza come le antenne per la telefonia mobile è ritenuta possibile causa di gravi patologie”.

“In altri casi (a Caserta, ad esempio) il Comune ha imposto lo spostamento di antenne nelle vicinanze di luoghi di cura ed il TAR Campania ha approvato tale decisione. Anche altrove i Tribunali Amministrativi hanno dato ragione ai Comuni che hanno negato la libertà di scelta dei Gestori sui siti dove installare gli impianti (ad esempio a Parma recentemente).

“L’installazione di antenne è certamente necessaria, ma va regolamentata e l’ente comunale, che ha la responsabilità del governo del territorio e ha adottato un Regolamento, non può essere spettatore passivo delle decisioni dei Gestori telefonici privati.Facciamo appello a sindaco e giunta comunale  affinché intervengano con lo stop ai lavori. Deve far rispettare i principi che egli stesso ha introdotto”.