Appello di solidarietà per le famiglie afghane

0
610

Oggi la Chiesa è chiamata a uscire per le strade delle periferie esistenziali per curare chi è ferito e cercare chi è smarrito, senza pregiudizi o paure, senza proselitismo, ma pronta ad allargare la sua tenda per accogliere tutti. Tra gli abitanti delle periferie troveremo tanti migranti e rifugiati, sfollati e vittime di tratta, ai quali il Signore vuole sia manifestato il suo amore e annunciata la sua salvezza. «I flussi migratori contemporanei costituiscono una nuova “frontiera” missionaria, un’occasione privilegiata di annunciare Gesù Cristo e il suo Vangelo senza muoversi dal proprio ambiente, di testimoniare concretamente la fede cristiana nella carità e nel profondo rispetto per altre espressioni religiose. L’incontro con migranti e rifugiati di altre confessioni e religioni è un terreno fecondo per lo sviluppo di un dialogo ecumenico e interreligioso sincero e arricchente”. 

Abbiamo voluto iniziare con le  significative  parole di Papa Francesco, pronunciate in occasione del “Discorso ai Direttori Nazionali della Pastorale per i Migranti”,  tenutosi  il   22 settembre 2017,  per dare la dovuta autorevolezza a una proposta che come semplici cittadini, spinti da un disinteressato spirito cristiano e da un sentimento di solidarietà  umana,   intendiamo rivolgere all’intera  comunità locale e indirizzare al Sindaco e al Consiglio comunale di Tufo, al nostro parroco  Don Fabio Zollo, alla Caritas Diocesana di Benevento e  alla Pro Loco Tufo perché si possa mettere in atto, con l’eventuale  coinvolgimento di cittadini disponibili,  un’azione di accoglienza e di ospitalità per almeno una famiglia rifugiata proveniente dal martoriato Afghanistan.

In queste ore il mondo intero sta assistendo a immagini  drammatiche  provenienti da un paese ridotto in miseria e distruzione   da un continuo stato di guerra che vede  un’interminabile fuga in massa da parte di una popolazione  spaventata da un futuro pieno di incognite e pericoli.

Siamo ben consapevoli, purtroppo, che non è con un singolo gesto di buona volontà si riesca a risolvere il gran numero di questioni drammatiche ancora aperte e  che affliggeranno ancora per diverso tempo  il popolo afghano, ma noi comunità, che siamo stati educati al riconoscere l’ importanza di tali azioni, nel nostro piccolo possiamo offrire un esempio che può rivelarsi degno di attenzione anche per altre,  auspicando una più estesa  rete umanitaria.

Per questi motivi, anche per  offrire all’iniziativa una cornice di ufficialità e responsabilità, ci rivolgiamo ai rappresentanti e agli Enti destinatari perché possano concorrere a creare con sincero spirito unitario le condizioni per avviare con scrupolo tutte le azioni e le procedure previste dalla normativa in materia in modo da giungere in tempi ragionevolmente utili  a realizzare tale auspicabile proposito.

“Chi salva un bambino, salva il mondo intero“.

Ringraziando per la cortese attenzione, salutiamo con cordialità.

Domenico Palladino

Ranieri Popoli