Ariano Irpino: il Tribunale delle illusioni

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di Aleandro Longhi

Siamo ormai in clima elettorale, a giugno si svolgeranno le elezioni europee: puntuale, come sempre, Forza Italia ha cominciato a svolazzare per cercare il consenso. Stavolta l’occasione è di quelle ghiotte: illudere gli Arianesi e gli Irpini, che il tribunale di Ariano Irpino (e perché non quello di Sant’Angelo dei Lombardi?) chiuso a settembre del 2013, possa tornare ad avere nuova vita. Al convegno del 13 febbraio, presso il Museo della ceramica, si sono scomodati pezzi da novanta, come il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, il consigliere giuridico del Governo, Carmine De Angelis, il segretario provinciale di Fratelli (e sorelle) d’Italia, Ines Fruncillo, il consigliere regionale di Forza Italia, Franco Cascone, la vice presidente di Azzurro Donna, Giuliana Franciosa, nonché il magistrato Catello Maresca, già candidato a sindaco di Napoli nel 2021, col sostegno del centro-destra.  Non è mancato il solito saluto del sindaco Enrico Franza, ma qual è la novità? Il vice-ministro ha, come c’era da aspettarsi, incensato il tribunale di prossimità, ma poiché l’ex tribunale di Ariano è ormai occupato dai Giudici di pace e dall’Agenzia delle entrate (si spera che il Ministero della Giustizia e il Ministero delle finanze paghino l’affitto) e per di più, è ubicato su un cucuzzolo di difficile accessibilità, si dovrebbe trovare una nuova sistemazione: in prossimità della futura stazione Hirpinia o nei pressi del casello autostradale di Grottaminarda. Il vice ministro non ha condannato la chiusura del tribunale di Ariano, che costava troppo, ma ha tirato fuori dal cappello un coniglio, ovvero che le spese per gli edifici che dovranno ospitare i tribunali di prossimità, siano sostenute dalla Regione o dai Comuni, o da entrambi gli enti. La Costituzione prevede che l’amministrazione della giustizia sia di competenza esclusiva dello Stato, ma in questo caso, per il senatore Sisto, si può fare un’eccezione: si comincia con l’onerare Comuni e Regioni per la costruzione e la gestione degli edifici e, forse, chissà, si arriverà a porre a carico dei Comuni anche il costo del personale che dovrebbe amministrare la giustizia. Il vice ministro non ha minimamente accennato all’assunzione di magistrati, cancellieri e personale amministrativo per il nuovo tribunale, a dimostrazione di quanto lui per primo non creda alle sue parole: non ci venga a raccontare che sottrarrà personale al tribunale di Benevento, già sotto organico. Per quale oscuro motivo, il costo dei tribunali di grandi città come Roma, Napoli, Milano, Torino, etc., è a carico dello Stato e dunque del Ministero della giustizia, mentre i piccoli tribunali di prossimità, dovrebbero gravare sugli enti locali, ai quali per giunta, questo Governo sta tagliando le risorse? Vogliamo ricordare che il senatore Sisto, è pugliese ed eletto nella sua Regione, ma è anche (ahinoi) tra quei parlamentari che hanno votato a favore dell’autonomia differenziata, quella cioè, che, giova ricordarlo, penalizza fortemente le Regioni del Sud. Ci si chiede se queste anomale proposte non stiano andando proprio in direzione di un anticipo della futura autonomia differenziata. In ogni modo, stiano tranquilli Arianesi e Irpini: del tribunale si parlerà solo fino alle elezioni europee, poi ci si dimenticherà della questione, almeno fino all’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche nazionali!