Asidep, i lavoratori rispediscono al mittente la bozza di accordo sulla Cig

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Per Asidep sindacati e lavoratori “nessun tipo di accordo” se, la vertenza della depurazione delle aziende dell’alta Irpinia, non prenderà un’altra piega. Lo hanno sottolineato i partecipanti all’ultima assemblea di Pianodardine.

Durante la quale, “dopo un’ampia discussione”, come si legge nel verbale di conclusione dell’incontro, si è giunti a questa conclusione. Alla presenza dei segretari provinciali di Uilm, Gaetano Altieri, Fiom, Giuseppe Morsa e Fismic, Giuseppe Zaolino, si è parlato della bozza di accordo per la richiesta di cassa integrazione a seguito della cessazione di attività. E non si sono mostrato convinti. Per questo hanno rigettato la bozza al mittente, il presidente dell’Asi Pasquale Pisano, e quindi hanno messo i paletti per la riformulazione di una nuova proposta. Secondo i lavoratori Asidep “la bozza è incompleta in quanto manca un piano industriale ai fini della salvaguardia occupazionale”. Infatti non si specifica, continuano, “quante maestranze saranno impiegate in prima istanza nella continuazione del servizio, quante incentivate con l’accompagnamento alla pensione e che fine faranno le unità che dovranno permanere in cassa integrazione fino a dicembre 2024″.

Preso in considerazione anche, e non poteva essere altrimenti, il comportamento dell’Asi.”Manca-scrivono nel verbale dell’assemblea operai e sindacati-la delibera di quel direttivo, in cui si deve sancire che la stessa Asi, in caso di mancata realizzazione di un piano o per un eventuale concordato fallimentare che potrebbe occorrere nell’anno e che comporterebbe, automaticamente, il licenziamento dei lavoratori, assumerà(l’Asi)il personale alle sue dipendenze”.

Non c’è ancora una azienda, peraltro pubblica,”che dovrà gestire questa fase di transizione, con la quale stabilire quante figure professionali ha intenzione di assumere subito ed un cronoprogramma di riammissione al lavoro”. Per tutte queste ragioni, lavoratori e sindacati concludono che, quella presentata” e’ una bozza generica” che non garantisce nessuno.

Occorrerebbe, perciò, “una proposta seria e condivisibile da parte dell’Asi”. Nel documento sottoscritto dai sindacati si legge, inoltre, che”le maestranze hanno perso completamente la fiducia nelle promesse e per gli impegnino mantenuti dal presidente dell’Asi”. Al quale ricordano che, i lavoratori della depurazione irpina, non percepiscono lo stipendio da quattro mesi.”E, tra pochi giorni, saranno cinque”.

A Pisano si chiede anche perché sono stati”disattesi”gli accordi firmati in Prefettura lo scorso mese di novembre. È stato, in seguito, addirittura”leso persino il diritto di sciopero”. Perché mentre era in corso l’agitazione dei lavoratori, con tutte le macchine della depurazione chiuse, si è ricorso, per rimetterle in funzione, a “manodopera esterna”. A seguito di questo, è stata presentata denuncia, presso l’Ispettorato del Lavoro di Avellino. Fino a quando non saranno pagati gli stipendi arretrati, visto che i pagamenti Inps con accesso alla cassa integrazione non avverranno prima di cinque mesi, senza la presentazione di un piano industriale, i lavoratori”non firmeranno nessun tipo di accordo”.

Giancarlo Vitale