Avellino- Rocchetta: 5 anni dalla sospensione, e il nostro territorio “muore”

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11 dicembre 2010, 11 dicembre 2015: cinque anni dalla “sospensione” della ferrovia Avellino Lioni Rocchetta, una decisione che penalizza il nostro territorio.
A distanza di un lustro tutto sembrerebbe giocare contro la sua esistenza per cui se ne parla solo al passato.
Non può e non deve essere così, questi nostri territori hanno ancora bisogno di una strada ferrata relativamente veloce, stante l’orografia dei luoghi, e funzionale ai nuovi bisogni che può intercettare.
All’epoca della sua costruzione la ferrovia Avellino Lioni Rocchetta fu definita un "miracolo" di ingegneria ferroviaria e determinò l’inizio di un percorso di progresso civile per quei territori proprio come aveva scritto Francesco De Sanctis in un passaggio del suo scritto “un viaggio elettorale” venga la ferrovia ed in piccol numero d’anni si farà il lavoro di secoli.
La Avellino lioni Rocchetta ha pagato e paga le scelte operate dalla sua costruzione, a cominciare dal suo percorso…..proprio come oggi sta accadendo per la linea ad alta capacità Napoli-Bari.
La ferrovia Avellino Lioni Rocchetta doveva valicare l’Appennino e raggiungere in breve tempo la Puglia attraverso la valle dell’Ufita.
Le popolazioni dell’alta Irpinia, giustamente, si ribellarono perchè rischiavano di perdere…il treno ed allora si optò per il tracciato che tutti conosciamo, tortuoso ed affascinante.
Fino agli anni 70 questa ferrovia ha avuto un ruolo positivo se non altro per aver tolto dall’isolamento civile e sociale quei territori. Poi arrivò la motorizzazione spinta ed infine il terremoto dell’80.
Quello che poteva essere il dopo sisma purtroppo non fu né per il nostro territorio devastato né per la ferrovia che fu completamente ignorata.
Restò, colpevolmente, la stessa mentre il processo di spopolamento continuò a riprendere vigorosamente dopo qualche anno.
Proprio in quel periodo le gestioni commissariali dei trasporti irpini, molto sensibili alle clientele politiche, favorirono il proliferare di collegamenti a pioggia ed in gran parte paralleli alla ferrovia che determinarono il declino di tutto il sistema su ferro irpino che culminò con la chiusura totale della stazione ferroviaria di Avellino. Una vergogna che non si dimenticherà nella storia avellinese.
In quegli anni logica avrebbe voluto che si realizzasse l’integrazione dei due vettori ma così non fu, prova ne è la infelice costruzione dell’autostazione al centro della città di Avellino.
In Irpinia abbiamo il più alto differenziale fra ferro e gomma: il TPL nella nostra provincia si snoda su appena 325milakm treni a fronte dei 15mln di quelli su gomma. Praticamente siamo scomparsi dalla geografia ferroviaria a fronte di un monopolio di trasporto su gomma.
Un riequilibrio di tale sistema a questo punto si rende opportuno e necessario ma le scelte politiche hanno portato alla quasi attuale chiusura della stazione ferroviaria di Avellino.
Un esempio per rendere comprensibile questo ragionamento: il collegamento su ferro per Benevento, unico ad essere competitivo con la gomma, è stato quasi cancellato dalla concomitante effettuazione di corse su gomma istituite in contrapposizione ed in sovrapposizione a quelle su ferro.
Questo avviene nonostante i tagli operati al TPL che fanno soffrire sia la gomma che il ferro.
E’ possibile allora realizzare quello che non è stato fatto per il passato, cioè l’integrazione fra ferro e gomma anche con un diverso e moderno ruolo dell’A.ir? Ad una prima lettura questa considerazione sembrerebbe una provocazione ma proviamo ad immaginare una società regionale che possa gestire l’intero sistema, come è stato fatto altrove, ci rendiamo conto, allora, che non si tratta di fantascienza ma di realismo.
Il futuro del trasporto sia di persone che di merci ci parla della ipotizzata elettrificazione della Salerno/Avellino/Benevento che renderà possibile la realizzazione della metropolitana regionale con collegamenti di circa 30 minuti con i due capoluoghi attigui e di circa 70m con Napoli……in attesa della realizzazione della linea ad Alta capacità ROMA_NAPOLI_BARI_TARANTO. Il completamento, dopo, circa 20 anni del raccordo ferroviario a servizio del nucleo industriale di Pianodardine, l’individuazione nella zona afferente la stazione ferroviaria dell’area vasta, l’ultimazione della metropolitana leggera di Avellino, la vicinanza della strada Bonatti e della città ospedaliera, il collegamento con il vicino casello autostradale di Avellino est, la posizione mediana della nostra città fra due Università, lasciano intendere un domani positivo per la nostra stazione ferroviaria ed una conseguente rinascita dir Borgo Ferrovia martoriato dai veleni dell’Isochimica.
Ecco allora l’utilità e l’attualità della ferrovia Avellino-Lioni-Rocchetta quale asse di penetrazione in alta Irpinia i cui territori si servono dell’Ofantina per essere collegata alla città capoluogo. Una strada pericolosa che non permette di superare i 70km/h e che è ormai diventata una camionabile.
Un collegamento, relativamente veloce, fra Avellino/Lioni/Calitri con poche fermate ed integrazione con la gomma, fermo restante la opportunità turistica, che da sola vale la riattivazione della tratta, rifarebbe vivere una tratta da non….dimenticare.
I benefici, in un territorio come il nostro, non debbono collimare, necessariamente, con i ricavi altrimenti sarà la fine per la nostra Irpinia, dove sarebbe possibile di tutto: petrolio, eolico, munnezza etc.
In questi anni molti dicono che la battaglia per la riapertura della ferrovia Avellino Lioni Rocchetta è condotta da sentimentalisti fuori dalla realtà.
Sarà anche vero ma sapere oggi che tanti si stanno attivando sulla questione riempie di felicità noi della associazione in_loco_motivi.
Noi siamo convinti che togliere una ferrovia significa togliere storia, sentimenti, speranze per tutte le aree emarginate d’Italia.
Dobbiamo fare in modo che tutto il patrimonio ferroviario delle ferrovie da non dimenticare diventi patrimonio della collettività, come è sempre stato.
Ed è questo il motivo della nostra battaglia per far ritornare la ferrovia Avellino Lioni Rocchetta.