Avellino verso il voto, Gengaro: il mio nome è in campo, è il momento della verità

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AVELLINO – Tonino Gengaro è in campo. In una conferenza stampa che si è tenuta questo pomeriggio al Circolo della Stampa ha ufficializzato la propria candidatura per le prossime Amministrative. Ora si attendono le reazioni delle altre componenti del centrosinistra: oltre alle altre anime del Pd, c’è il M5S, Sinistra Italiana – Si Può e Controvento.

“Vi chiederete cosa ho fatto in questi 11 anni – ha scherzato Gengaro con i giornalisti -. Sono andato a letto presto, non sono stato fermo, ho lavorato e studiato. Ho approfondito il mio ruolo da tecnico”. Ed ha poi sottolineato quello che appare chiaramente come il suo punto di forza: l’esperienza passata al fianco del compianto sindaco Tonino Di Nunno: “Contro di lui – ricorda – ci fu una sorta di conventio ad excludendum, proprio per la sua moralità e per i suoi valori. Una moralità della politica alla quale non possiamo rinunciare, soprattutto in un momento difficile come questo. Non sarò un candidato (o un sindaco, se gli elettori lo vorranno) in giacca e cravatta. Uno di quelli che abbassa le tapparelle. Darò continuità a quella che è stata l’esperienza che ha caratterizzato la stagione di Di Nunno”.

Poi da Gengaro una stoccata all’attuale amministrazione: “C’è chi invano ha tentato di dialogare con questo sindaco, per poi rendersi conto che non c’erano le condizioni. Noi a differenza di questo sindaco siamo persone serie. Abbiamo buttato il sangue quando abbiamo amministrato. Questo sindaco è molto popolare soprattutto per gli eventi e le feste, ma voglio ricordare però che il Ferragosto ad Avellino si è sempre fatto”. E su questo punto rincara: “Vorrei chiedere al sindaco Festa quanto sono costati gli artisti. Qual è la differenza tra i soldi che sono stati spesi e quelli che sono stati incassati”.

Stoccate anche sulla questione della Delfes e soprattutto sui concorsi pubblici: “Siamo l’unico Comune dove i concorsi vengono svolti dai dirigenti interni. L’unico Comune. Solo qui ad Avellino succede che le delibere non vengano pubblicate per mesi. Lo si fa per ostacolare chi potrebbe avere interesse a fare ricorso. Bene, noi siamo alternativi a tutto questo”.
Una riflessione sul campo largo: “L’ultimo congresso libero che c’è stato ad Avellino è stato quello nazionale, quello in cui hanno avuto modo di votare i cittadini e dal quale è uscita vincitrice l’area Schlein a cui appartengo. Diversamente è andata per quanto riguarda il congresso provinciale che si era tenuto in precedenza, dove il segretario è stato scelto a tavolino da pezzi della dirigenza”.

E a chi gli dice di essere “il candidato di Roma”, Gengaro risponde: “Io conosco ogni mattonella di questa città, ma non mi sono candidato da solo. Non ho messo io il mio nome sul tavolo. Il mio nome è stato proposto da Generoso Picone. Il mio partito aveva invece indicato quattro nomi, tra i quali avrebbe dovuto includere anche la minoranza, ma non è stato così”.
Chiarisce che ha sostenuto Luca Cipriano al secondo turno alle scorso amministrative. Spiega che non è stato lui a firmare il ricorso, l’ultimo, contro il tesseramento Pd, anche se comunque si è sempre battuto per la legalità e la trasparenza all’interno del partito, come quando era commissario Ermini e ci furono 14mila iscritti.
E torna a parlare dell’alleanza: “E’ stata discussione lunga e difficile che ha coinvolto tutti i pezzi della sinistra, compresi i 5 Stelle. Hanno partecipato anche i consiglieri comunali del Pd. Sono venuti a tutti gli incontri. Nessuno li ha esclusi”.

Un passaggio anche sul discusso documento dei consiglieri comunali del Pd: “L’ho vissuto come una coltellata, alla Bruto, ma Bruto era un uomo d’onore”. Per chiudere infine con lo slogan del combattente: “La mia è una candidatura istituzionale. Il mio nome è in campo. Non l’ho messo io e non lo ritiro. Non so se sono un degno erede della stagione di Di Nunno, ma evidentemente questo fa paura. Chi non è d’accordo sulla mia candidatura lo venga a dire al tavolo. E’ il momento della verità. E’ il momento in cui si distinguono gli uomini dai buffoni”.