Camminare sulle tracce di Guglielmo per respirare la meraviglia del mondo. Dalle montagne dell’Irpinia alla Basilica del Santo Sepolcro a Barletta

Il Cammino attraversa 3 regioni (Campania, Basilicata e Puglia) in 15 tappe per complessivi 300 km

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In cammino sulle tracce di Guglielmo, dalle montagne d’Irpinia fino alla Basilica del Santo Sepolcro di Barletta, luogo di imbarco per la Terra Santa. Un itinerario in cui si fondono la dimensione spirituale e quella legata alla scoperta del territorio, capace di abbracciare regioni e paesaggi differenti. E’ stata la Biblioteca Statale di Montevergine di Mercogliano ad accogliere la presentazione del Cammino di Guglielmo, un itinerario storico, religioso, spirituale e naturalistico ideato da un gruppo di appassionati e finanziato -limitatamente al recupero dei 3 sentieri ricadenti nei due comuni- dal Ministero della Cultura attraverso il bando del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Un progetto promosso dal Comune di Chiusano insieme al Comune di Ospedaletto, nato dalla volontà di rendere omaggio al pellegrino Guglielmo che nel XII sec. percorse vie rupestri e montane tra Campania, Basilicata e Puglia, fondando in Irpinia le abbazie di Montevergine e del Goleto e, in Basilicata, la Badia di Santa Maria di Pierno. Ad aderire al protocollo d’intesa 30 Comuni, 14 Enti religiosi e 23 Associazioni. L’incontro è stato l’occasione per illustrare il progetto di comunicazione, il logo, le bozze del sito web e della pubblicazione a stampa e la cartografia di ognuna delle 15 tappe previste. A prendere forma un gruppo di lavoro che permetterà a giugno prossimo di far compiere ai primi gruppi di pellegrini e camminatori almeno le prime 7 tappe.

A relazionare D.O.M. Riccardo Luca Guariglia – Abate Ordinario di Montevergine e Assisi, Carmine De Angelis –  Sindaco del Comune di Chiusano di San Domenico, Luigi Marciano – Sindaco del Comune di Ospedaletto D’Alpinolo, D. Salvatore Sciannamea – Rettore dell’Abbazia del Goleto. A relazionare Mario Marciano e Angelo Verderosa. Ha moderato il giornalista Annibale Discepolo.

“Mettersi in cammino – sottolinea Salvatore Sciannamea – significa abbandonare la chiusura che porta alla noia per andare al cambiamento, approdando all’apertura fatta di entusiasmo. Come il santo cerca la terra del cammino, il fuoco che lo illumina, l’acqua che purifica e il respiro della vita spirituale, così il Cammino di Guglielmo apre alla riscoperta della terra nei suoi percorsi, alla bellezza quasi incontaminata della via Ofantina, alla purezza dell’aria ed al fuoco interiore della motivazione che spinge a mettersi in viaggio e, dopo ogni sosta, a riprendere il cammino”.

Ad illustrare il percorso Angelo Verderosa “Il Cammino attraverserà 3 regioni (Campania, Basilicata e Puglia) in 15 tappe per complessivi 300 km. Coinvolge oltre 30 comuni e 4 parchi: il Parco regionale del Partenio e il Parco regionale dei Monti Picentini, in Irpinia; il Parco del Vulture, in Basilicata, e il Parco naturale regionale del fiume Ofanto, in Puglia. Si snoda lungo i luoghi legati a Guglielmo, in primis le abbazie fondate (e costruite con le proprie mani) in Irpinia: l’Abbazia di Montevergine e l’Abbazia del Goleto; quindi, i siti religiosi legati alle fondazioni guglielmine:  l’Eremo di S. Maria della Valle (detto anche di S. Guglielmo) a Chiusano di San Domenico (Av), la Badia di S. Maria di Pierno presso San Fele (Pz) e il monastero di S. Bartolomeo a Melfi (Pz).  Inoltre, tocca alcuni luoghi significativi legati all’eremitaggio e ai miracoli di Guglielmo: la grotta dell’apparizione sul lago Laceno, il monte Serico sopra la fiumara di Atella, il monte Crugname e la chiesa rupestre di Santa Margherita a Melfi dov’è l’unico affresco coevo che rappresenta Guglielmo; infine, a Venosa, si riscoprono le tracce del monastero fondato dalla beata Agnese a seguito della conversione miracolosa da parte di Guglielmo. Non mancano alcune soste nei santuari della fede popolare tra Irpinia, Basilicata e Puglia: dal santuario di S. Silvestro alle falde del monte Partenio, alla basilica paleocristiana della SS. Annunziata presso Prata Principato Ultra, fino al santuario di Materdomini (Caposele), legato alla figura di S. Gerardo Maiella, nativo di Muro Lucano”.

A sottolineare il senso del viaggio Dario Bavaro “Camminiamo per accarezzare i passi di Guglielmo in attesa dello stupore, dell’imprevisto. Camminiamo con lentezza per respirare la meraviglia del mondo, per guardare il sacro delle piccole cose: il vento che muove le foglie, le gocce di una fontana, un filo d’erba e il silenzio che c’è in ogni respiro. Da oltre 12 anni ci siamo messi sulle tracce di Guglielmo per parlargli, per ascoltarlo, per incontrare altre creature e condividerne il passo.

Numerosi i sindaci e i rappresentati di associazioni che hanno partecipato in sala, Vittorio D’Alessio – Sindaco di Mercogliano, Beniamino Palmieri – Sindaco di Montemarano, Salvatore Vecchia – Sindaco di Cassano Irpino, Elisa Chieca – Vicesindaco di San Fele, Franco Cacciatore – scrittore e storico di Melfi, Donato di Gaetano – presidente dell’associazione Mirvita, Minervino Murge, Vito Abate, Club Alpino Italiano, Dario Bavaro, ass.ne Irpinia 7x, Francesco Celli, ass.ne Info Irpinia, Claudio Ferraro, Viandante in bici Albino Moscariello, Irpinia Bike House. A partecipare al confronto soci della Proloco di Prata Principato Ultra, che si prendono cura della prima tappa del Cammino e i soci di Castellarte, ass.ne di Mercogliano, che si sono impegnati ad accogliere i partecipanti al Cammino nell’ambito del comune di Mercogliano e con i quali è stato siglato a fine convegno il protocollo di adesione al Cammino. A rappresentare il Touring Club Italiano Angelo Verderosa, console per l’Irpinia.

L’artista Lucio Perone, per l’occasione, ha presentato il bozzetto di una scultura dedicata ai camminatori, viandanti e pellegrini nel nome di Guglielmo, caratterizzato da uno zaino e da un bastone forgiato con un manico con bella testa di lupo; un’opera di land art data la considerevole dimensione in altezza. E’ seguito un momento di pausa e convivialità con degustazione dei vini della cantina Mirvita di Minervino Murge e con prodotti della tradizione locale presso l’Oste Contadino di Mercogliano.

Ad ullustrare il logo del Cammino di Guglielmo Mario Marciano “Nella sua stilizzazione richiama il nodo di Salomone, il cui significato esprime la relazione tra cielo e terra. Possiede un profondo significato spirituale, simbolo di alleanza che unisce l’elemento trascendentale del cielo con l’immanenza terrestre.  Il logo a forma di croce greca richiama nella sua simbologia i quattro elementi (terra, aria, acqua e fuoco) che è esperienza antropologica di ogni cammino, le quattro virtù cardinali (prudenza, fortezza, giustizia e temperanza) nella sua dimensione etica, ed i quattro evangelisti per l’evidente significato cristiano ed evangelico, cui è pervaso il cammino.  La croce richiama anche i quattro punti cardinali. Inoltre, la croce greca del logo rispecchia la planimetria della chiesa settecentesca dell’abbazia del  Goleto, ricostruita dall’architetto Antonio Domenico Vaccaro dopo il disastroso terremoto del 1732 e che vede in questi giorni la ricostruzione dei 4 archi portanti crollati a seguito del terremoto del 1980.  All’interno del logo si possono chiaramente notare le lettere C, D e G ad indicare l’espressione Cammino Di Guglielmo”.

“Mettersi in cammino – spiega Gaimpiero Cantarella- è un atto umanissimo, nel compierlo ognuno si  unisce a migliaia di altri uomini che scendono in strada e si mettono in cammino. E quando partiamo e ci mettiamo in strada entriamo in solidarietà anche con tutti i popoli di profughi  e di disperati che lasciano il luogo che rappresenta per loro una sicurezza a volte minima per un altrove che non si sa quale sia”.

Il progetto sarà, poi, illustrato presso la sede del parco del Vulture a Monticchio e poi presso la sede del parco Fluviale dell’Ofanto, in Puglia. Il cammino finora compiuto ha coinvolto una vera e propria ‘comunità’ fatta di volontariato, associazionismo, entri pubblici ed enti religiosi, un lavoro corale fondato su un sentimento di riconoscimento storico e religioso verso il santo Guglielmo, che ricordiamo è patrono dell’intera Irpinia. E da gennaio si lavorerà  alla candidatura del Cammino di Guglielmo nell’Atlante nazionale dei Cammini storici e religiosi tenuto dal Ministero della Cultura e nell’omologo della regione Campania.