Camorra, quattro donne gestivano gli stipendi del clan dei casalesi

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Un agente della Dia nello stabilimento per la raffinazione dello zucchero e per la produzione di articoli alimentari, intestato alla famiglia Passarelli e sequestrato , oggi 8 aprile 2010, nell'ambito dell'operazione contro i beni dei casalesi. Dalle prime ore di stamane 200 uomini della DIA e dei Carabinieri di Caserta stanno eseguendo un decreto di sequestro beni per un valore complessivo di 700 milioni di euro emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli a carico di esponenti del clan dei Casalesi. CIRO FUSCO /ANSA /DBA

Quattro donne, tutte legate da parentela con il boss dei casalesi Michele Zagaria, sono destinatarie di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che viene eseguita dal Centro Operativo Dia di Napoli e dal Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria perché ritenute responsabili di essere destinatarie di risorse del clan riservate al pagamento dello “stipendio” mensile agli affiliati.

Le donne, gravemente indiziate del delitto di ricettazione aggravata, sono Beatrice Zagaria, sorella di Michele, considerato il capo dell’omonima fazione del clan dei casalesi, detenuto; Francesca Linetti, moglie di Pasquale Zagaria, fratello di Michele e anch’egli detenuto; Tiziana Piccolo, moglie di Carmine Zagaria, anch’egli fratello di Michele, sottoposto alla sorveglianza speciale; Patrizia Martino, moglie di Antonio Zagaria, fratello di Michele, anch’egli detenuto. Le indagini, coordinate dalla Dda della Procura di Napoli, si basano, rileva una nota, su accertamenti patrimoniali, intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori.